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10 Domande . Risponde Monica Della Torre.

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Proseguono le nostre interviste ai maggiori Allevatori Italiani, Esperti del settore e Veterinari, risponde oggi Monica Della Torre.

L a passione per i cani è iniziata fin da subito certamente tramandata da mia madre. Ho sempre pensato che nella vita a tutto avrei potuto rinunciare tranne che alla cinofilia. E poi la svolta quando per la prima volta vidi un bulldog a casa di un collega di Marco, mio marito, e fu un vero colpo di fulmine. E così nel giro di poco acquistai la mia prima femmina, Zara, alla quale è ispirato il nome del mio affisso “Zara Of Tower Bull” avuto nell’agosto del 2013. Successivamente acquistai altri esemplari e la mia prima cucciolata risale al settembre del 2010 dalla quale nacque anche la mia prima campionessa italiana Coco Chanel, uno dei miei orgogli più grandi. Continuai ad allevare questa razza cercando sempre di migliorami con la consapevolezza che mi ha sempre accompagnata: non sentirsi mai arrivati, prendere insegnamento dalle piccole e grandi cose, nella vita non si finisce mai di imparare.
Ho anche frequentato vari corsi per la pediatria del cucciolo e la gestione delle fattrici durante la gravidanza essendo questo un argomento che mi appassiona particolarmente.

Il nostro allevamento si trova a Castrocielo, nella provincia di Frosinone, ad un chilometro dall’uscita del casello Pontecorvo/Castrocielo.

Non esitate a contattarci per qualsiasi tipo di informazione ai seguenti recapiti:        Monica Della Torre       tel. 3381898467 email: info@zaraoftowerbull.it

10 Domande. 

Risponde: Monica della Torre Allevamento Zara of Tower Bull 

 

CONOSCENZE NUOVE METODICHE E ACCRESCIUTA CONSAPEVOLEZZA: COSA
DETERMINA L’EVOLUZIONE DELL’ALLEVAMENTO CINOFILO, NELLO SPECIFICO
DELLA NOSTRA RAZZA?
Negli ultimi anni sono aumentati e migliorati i metodi di gestione delle cucciolate, io stessa posso affermare di essermi comportata diversamente nella mia primissima cucciolata, avvenuta solo sette anni fa, rispetto all’ultima. Tutto parte già dalla gestione delle fattrici prima del calore, durante e successivamente in gravidanza, a partire dall’alimentazione importantissima per far si che i cuccioli abbiano un nutrimento adeguato fin da subito, gestione delle anestesie durante il parto per ridurre la
percentuale di mortalità dei cuccioli ed il controllo della salute della madre. Fondamentale per quanto mi riguarda è stato anche l’inserimento di un’incubatrice pediatrica dove è possibile il controllo di temperatura ed umidità oltre che all’ossigenazione dei cuccioli, fondamentale soprattutto se prematuri. Credo che grazie all’introduzione di nuovi sistemi sia diminuita la mortalità rispetto agli anni passati.

LA DIFFERENZA TRA AMATORIALE E PROFESSIONALE E’ SOLO UNA
QUESTIONE DI NUMERI? O ANCHE DI QUALITA’? A NUMERI ELEVATI
CORRISPONDE MAGGIORE SELEZIONE? DOVE SONO LE CRITICITA’ IN QUESTA EQUAZIONE?
Credo che bisogna essere professionali anche se si fa una sola cucciola l’anno, non è il numero di soggetti che determina la qualità, bisognerebbe ricercarla in ogni accoppiamento, Vero è che maggiore è il numero di cuccioli prodotti maggiore è la possibilità di avere qualità. Bisogna sempre e comunque puntare al meglio e non fare solo numeri.

LA QUALITA’ COME SELEZIONE E RICERCA PAGA? VISTA LA RICHIESTA AL
RISPARMIO DEL CLIENTE POCO INFORMATO? COME SI GARANTISCE IN
TERMINE FATTIVI QUESTA QUALITA’?
Questo è un argomento abbastanza articolato, in quanto possiamo constatare ancora oggi che c’è molta richiesta senza consapevolezza di ciò che effettivamente si acquista. La ricerca della qualità va cercata sempre a prescindere, l’unico fine di questa ricerca non deve essere la vendita, altrimenti non si va da nessuna parte. Sta un po’ nell’allevatore motivare il prezzo, cosa comporta gestire un allevamento ma ciò a volte è oltre che difficile impossibile soprattutto quando c’è addirittura la
richiesta di cani senza pedigree.


DOV’E’ LA FALLA NELL’INFORMAZIONE PER CUI PREZZO=CANE SANO. COSANON SI COMPRENDE QUANDO SI PARLA DI COSTO ALLEVATORIALE? E COSA
DOVREBBE DETERMINARE LA SCELTA DELL’ALLEVAMENTO?
Questo è un altro argomento arduo in quanto non per forza un cane pagato tanto è un cane sano o un cane pagato poco è un cane malato. Addirittura so di cani acquistati senza alcuna garanzia nei negozi che sono vissuti tranquillamente anche quindici anni, però diciamo pure che a volte la fortuna o la sfortuna ci mette lo zampino. Alla base deve esserci comunque consapevolezza. Sicuramente l’allevamento dovrebbe essere scelto anche in base alle garanzie che offre, sulla quali della gestione dei propri cani oltre che della qualità dei soggetti. Vero è che la gestione anche della pubblicità del proprio allevamento determina anche la qualità del cliente. Per esempio: vedo annunci di cucciolate ovunque, vari gruppi di facebook o siti web come subito. Le persone che si approcciano ad acquistare un cucciolo sono quelle poco informate e dalle quali vengono le richieste più assurde, dalla pretesa del colore di un cane, all’affido senza piano vaccinale o addirittura senza pedigree pur di risparmiare. Occorrerebbe forse spiegare che il costo per il pedigree è di 20 euro a cane e che non è quello che determina il prezzo. La tipologia delle persone che invece cerca l’allevamento tramite sito personale o direttamente dal sito ENCI è nettamente più consapevole ed informata anche sugli eventuali costi.

L’ EVOLUZIONE DELL’ ALLEVAMENTO VA VERSO L’ELIMINAZIONE
DELL’IPERTIPO. IL MERCATO HA RECEPITO QUESTO TREND O CHIEDE ANCORA
QUEL TIPO DI CANE? COME AGISCE L’ALLEVATORE RISPETTO QUESTA
INCONGRUENZA?
Anche qui bisognerebbe essere consapevoli che oramai l’ipertipo è superato e stà anche
all’allevatore spiegare la differenza tra soggetto equilibrato e non, di cosa è importante o di cosa non lo è. Molti vedono il bulldog come basso grosso e rugoso e quindi c’è ancora richiesta di questo tipo. L’allevatore deve sempre e comunque ricercare soggetti equilibrati e non eccessivi, cercare di produrre cani con una ruga non troppo eccessiva o con code quasi assenti o incarnite, indipendentemente dalle richieste.

I CONTROLLI GENETICI SERVONO ALLA SELEZIONE O GARANTISCONO IL CLIENTE?
Ovviamente in primis va fatta selezione con soggetti sani, non si possono mettere in riproduzione soggetti non testati, questa dovrebbe essere la regola di base fondamentale per ogni allevamento, e di conseguenza ciò dà maggiori garanzie al cliente.

QUALI TECNICHE STRETTAMENTE SELETTIVE SONO OGGI CONSIDERATE
OBSOLETE?
Sicuramente gli inbreeding stretti padre figlia sono oramai superati e obsoleti.

QUANTO INCIDE NELLA DECISIONE DI METTERE IN RIPRODUZIONE UN
SOGGETTO LA SUA MORFOLOGIA RISPETTO AD ALTRE CARATTERISTICHE
QUALI CARATTERE NON DOCILE PER ESEMPIO.In riproduzione dovrebbero essere messi soggetti morfologicamente più corretti possibile o comunque complementari tra di loro, bisognerebbe valutare però anche il carattere dei singoli soggetti che non dovrebbe essere  mordace e tantomeno pauroso. Non è legge che un cane mordace produca cani mordaci ma la selezione sta proprio in questo.

LA NORMATIVA NON TUTELA L’ALLEVATORE SERIO? QUALI LE FALLE NORMATIVE
CHE PERMETTONO AI CAGNARI DI PROLIFERARE. LE NUOVE TECNOLOGIE
PERMETTEREBBERO DI RIDURRE LE TRUFFE, PER ES. IL DEPOSITO OBBLIGATORIO
DEL DNA PER TUTTI. QUALI SOLUZIONI? La normativa purtroppo non tutela l’allevatore serio. Innanzitutto le concessioni di affisso che oggi vengono date dopo sole due cucciolate da fattrici diverse. Questo fa si che una persona acquisti due
cagne adulte, le faccia riprodurre entrambe anche contemporaneamente e può richiedere l’affisso.
Chiunque può farlo a questo punto. Si potrebbe e si dovrebbe iniziare a rendere obbligatorio il deposito del DNA, ma ancora più importante sarebbe a mio avviso aumentare i controlli da parte dell’ ENCI che oggi sono quasi totalmente assenti. Quante cucciolate dichiarate di 25 giorni risulterebbero per esempio avere effettivamente parecchio di più? Questo accade proprio perchè non c’è alcun controllo al momento del deposito del modello A. tutto ciò sempre accompagnato ovviame da deposito di DNA di ciascun soggetto oltre che a test di parentela.

QUANTO LA SINERGIA CON I VETERINARI DETERMINA IL SUCCESSO
ALLEVATORIALE?
Credo che questo sia uno dei punti di forza di ciascun allevatore. E’ fondamentale la sinergia non con un veterinario ma con un equipe di veterinari. Ogni allevatore dovrebbe oltresì fare dei corsi di formazione di base veterinaria per poter essere preparato per ogni evenienza sia per quanto riguarda la gestione delle cucciolate sia le problematiche che possono presentarsi in allevamento. Purtroppo molti si ergono a grandi intenditori volendosi quasi sostituire alla figura del veterinario. Ad ognuno il proprio mestiere. Bisogna sempre riconoscere i propri limiti.

 

D.C