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L’orrore dei Puppy Mills: Da dove arrivano i cani delle vetrine in negozio?

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L’orrore dei Puppy Mills ovvero da dove arrivano i cani delle vetrine in negozio?

Forse non a tutti è noto questo termine ma, noto a tutti che il negozio di articoli per animali che avete sotto casa ha, durante tutto l’anno, la disponibilità di cuccioli di tutte le razze, mentre proprio la scarsa conoscenza del termine, e di ciò che realmente significa per molti, ha permesso la sua larga diffusione: La diffusione di qualcosa di atroce.
Ma cosa sono le puppy Mills?
Sono dei canifici! Sì fabbriche di cani!
Avete presente la produzione in serie di suole da scarpe in gran quantità prodotte in gran numero senza particolare attenzione giusto per soddisfare la richiesta? Ebbene, tra un’azienda che si fa carico di una tale produzione e un Puppy Mill o Canificio che si voglia, non c’è alcuna differenza.
I canifici non sono altro che allevamenti intensivi che producono cuccioli di razza durante tutto l’anno in gran quantità. Le madri generalmente sono accoppiate dal loro primo calore (giovanissime e immature, ma sicuramente in grado una volta coperte di fruttare soldi) all’ultimo, ogni 6 mesi, finché non muore o non viene uccisa perchè le sue capacità riproduttive sono calate. La loro qualità di vita è pari a quella delle cavie da laboratorio, in condizioni igieniche carenti o del tutto assenti: assenza di cibo (e quello che viene elargito è di scarsissima qualità), di socializzazione (con uomini e cani), gabbie strapiene, per non parlare delle uccisioni dei cani rimasti “sul groppone”.
Sfortunatamente infatti i cani che vivono nelle puppy mills ci passano tutta la loro vita e vengono tenuti per una sola ragione: produrre più cuccioli.
Ovviamente in un canificio non vi è solo una cagna, vi sono più cagne per ogni razza in modo che si possano coprire tutti i periodi dell’anno per le richieste: a Natale per regalarlo al figlio che punta i piedi a terra e vuole il cane, alla fidanzata per regalarlo a S. Valentino, poi alla chiusura delle scuole (o anche prima, per le vacanze di Pasqua) o anche in occasione di qualche compleanno.
Insomma, il cucciolo deve essere pronto e disponibile tutto l’anno. E vi sono vari modi di distribuire questi cuccioli: Internet, giornali, annunci, Pet shop e perché no? anche lo stesso canificio!
I rischi che poi corrono gli ignari acquirenti che tornano a casa con cucciolotti che entrano in una mano, tanto sono piccoli e staccati precocemente dalla madre, sono quelli di ritrovarsi dopo qualche giorno al massimo con un cucciolo con seri problemi veterinari, spesso mortali oppure di avere un cane con malattie genetiche che poi si manifesteranno solo con gli anni.
Eh si, malattie genetiche! Perché i genitori di questi poveri cuccioli non sono selezionati ai fini del miglioramento della razza e quindi studiando linee di sangue compatibili e facendo tutti i controlli per le malattie ereditarie, bensì accoppiando il primo cane che hanno a disposizione. Nulla importa se sia tipico, equilibrato o altro. Abbiamo bisogno di labrador? Basta che sia un cane biondo! E non fa niente se questo è un meticcio o un fratello o il padre della mamma in questione: la consanguineità porta anche tante tare genetiche.
Basta che si faccianoo soldi, non ci si fanno scrupoli!
Un alto rischio è legato alle caratteristiche caratteriali, infatti, non effettuando una selezione sui riproduttori, anche cani aggressivi, mordaci, timidi, squilibrati entrano in riproduzione e passano questo corredo genetico ai cuccioli. Non solo. Essendo staccati precocemente alla madre e vissuti in un contesto privo di stimoli, senza un cane che li cresca da “cani” essi svilupperanno varie sindromi come:

  • mancata inibizione del morso
  • sindrome di ipereccitabilità/iperattività
  • mancata socializzazione con gli altri cani e quindi incapacità di relazionarsi con essi

Questi problemi aumentano quanto prima il cucciolo è staccato dalla mamma. L’età giusta per accogliere un cucciolo è sui 60-75gg.
Le puppy mills lavorano in modo che i pet-shop vengano forniti di cuccioli che siano il più piccolo possibile, intorno ai 35-40 giorni. Ma questi cuccioli per poter arrivare nei petshop di tutta Europa devono poter partire prima e fare un percorso a tappe, per cui vengono svezzati a 20 giorni e messi in gabbie nei camion e fatti viaggiare. Date le condizioni, giungerà solo il cucciolo più forte in vetrina. La prima scrematura avviene durante il viaggio.
Successivamente, per renderli tutti pimpanti e vivaci nelle vetrine, vengono riempiti di cortisonici ed eccitanti, che permetteranno di concludere felicemente gli acquisti: i pet-shop con i loro circa 1000 euro sonanti e voi con il vostro cucciolo, che pensate essere sanissimo e giocherellone ma, che tra qualche ora dimostrerà di non stare poi così bene.
Tra l’altro, spesso i pet-shop sono in combutta con l’ambulatorio di zona, da cui consigliano di portare il cucciolo  “per le vaccinazioni”, dai quali poi si spenderà un mutuo curando i vari e ciclici problemi che il cucciolo mostrerà, arrivando a sperare che si salvi.

I documenti sono spesso un’altra frode: il pedigree normalmente giunge all’allevatore dai 5/6 mesi – e non prima – del cucciolo, per cui se all’atto dell’acquisto consegnano un pezzo di carta dicendo che è un pedigree, o è un falso o è il pedigree di un altro cane! Non è nemmeno spendibile: la mancata coincidenza di chip o tatuaggio sul cane con quanto segnato sul “pezzo di carta” invalida quel pedigree, che risulta nullo.
Il più delle volte comunque è un falso, stampato in serie, visto che la filosofia è quella.
Alcuni permettono anche di scegliere se acquistare un cucciolo con o senza pedigree invogliando l’acquirente promettendo una riduzione di prezzo,  ricordate: il pedigree vero costa solo 25 euro! ed è compreso nel prezzo di acquisto del cane.
Un buon allevatore serio, vi accoglierà nel suo allevamento, vi fa conoscere la mamma e, quando in allevamento, anche il papà dei cuccioli, vi mostra i controlli fatti per le malattie genetiche tipiche della razza, vi mostra i titoli ottenuti dall’allevamento.

Inoltre il prezzo di vendita di un petshop è praticamente uguale a quello di un allevatore amatoriale casalingo serio, con la differenza che il negoziante il cucciolo lo paga all’ingrosso 50 euro al massimo e lo rivende a 1000!

Ancora una volta vi chiediamo…

Ma voi da che parte state? La richiesta crea il mercato.

Non li state salvando, ogni volta che comprate un cane sul web o in negozio proveniente da questi canali, li state condannando a morte.

 

 

Manuela Chicco

 

D.C

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