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Mister Pio memorie di un bulldog. Anteprima terzo capitolo. Viviana Re Fraschini

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3 capitolo

UNA NUOVA REALTÀ

Contro il mio volere ero nella nuova cuccia. Fosse per me, sarei stato in mezzo a una grande e divertente baruffa con i miei fratellini ma ahimè, quello non era un incubo; quella era la mia nuova realtà. E in quella realtà mi trovavo smarrito, perso, impaurito… soprattutto in quella nuova realtà mi chiamavo Mr Pio!

   Ancora faticavo a riprendermi dalla marea di cambiamenti quando d’un tratto mi accorsi che:

   Lei mi guardava.

   Lui mi guardava.

   L’altra donna mi guardava.

   Addirittura quel Sesy che fin lì era stato a farsi gli affari suoi, si affacciò per guardarmi.

   Allora un pensiero mi sbottò: Non avete proprio nient’altro da fare che starmi a fissare come degli ebeti? Sono un’attrazione da circo? Invece che stare lì come rimbambiti volete spiegarmi perché mi trovo qui?!

   ‹‹Stai tranquillo piccolo cucciolo, ci vorrà del tempo ma vedrai che ti piacerà stare qui. Lo so che ti mancano i tuoi fratellini, che ti trovi spaesato, ora però fai parte di una nuova famiglia piccolo Mr Pio.›› rispose lei, facendomi sospettare che leggesse i miei sfoghi interiori.

   Una nuova famiglia? Non ti bastava la tua così com’era? Ci dovevi inserire per forza me? Tra l’altro, non so ancora bene il significato della parola “Famiglia”, ma l’istinto mi urla forte e chiaro che ne facevano parte la mia mamma e i miei fratelli, tu cosa cavolo c’entri?                              

   Mica potevo dargliela vinta così, la mia posizione l’avevo decisa: essere un duro.

   Eppure quella maledetta capellona aveva un non so che… a parte farmi sentire un essere splendido _ quale ero _ sapeva prendermi, comunicava con me come nessuno aveva fatto, nemmeno l’allevatore o la mia mamma, che era stata molto tenera nei miei confronti; leccandomi, pulendomi, mordicchiandomi, difendendomi dai fratellini più forti e nutrendomi… però non so, qualcosa di quell’ammasso di capelli mi inteneriva. Ebbi un impulso irrefrenabile… via via di corsa sulle sue gambe! Che bella sensazione, tutto accoccolato mi appisolai al sicuro, era stata una lunga giornata.

   Non pensiate nemmeno per un istante che mi fossi intenerito! La mia posizione rimaneva invariata: essere un duro, la stavo solo sfruttando cosa credete?

   Non so quanto tempo passò, ma quando mi svegliai lei mi stava ancora accarezzando il pancino, forse non aveva mai smesso di coccolarmi. Il pisolino mi fece sentire meglio, in compenso la pancia prese a brontolarmi un po’…

   ‹‹Mr Pio, il tuo allevatore ha detto che probabilmente nei primi giorni non avresti mangiato, però… ti va un po’ di pappa? Te la senti di mangiare? Che dici, te ne do un pochino?››

   Caspita, mi capisce proprio al volo! mi dissi. Come fa, non mi capisco nemmeno io!

   Come come come?! pensai subito dopo, Cosa ha detto l’allevatore? Che per qualche giorno non avrei mangiato? Ma cos’aveva nel cervello mentre proferiva questi sproloqui? Aria fritta? (La so bene la vostra lingua eh?).

   Dammi subito la pappa, e pochino non è una parola che voglio sentire, capito?

   Fu così che mi portò nella stanza più grande della casa, dove c’era la porta da cui ero entrato nella mia nuova realtà, e osservandomi in giro mi sfiorò un pensiero che lì per lì cercai di accantonare: Chissà perché a me hanno dato la stanza più piccola, sarà perché sono cucciolo o perché sono dei sudici avari?

   Mi pose accanto a una traversina e se ne andò in un angolo di quel locale per prendere un oggetto tondo in cui mise qualcosa dall’odorino invitante. Nonostante la paura e la diffidenza mi pervadessero, avevo una fame!Si accucciò accanto a me ponendomi quella strana cosa tonda sotto il muso. Con aria circospetta la esaminai, Mmmmm sembra roba buona, è molto simile a quella che mi dava l’allevatore, ma posso fidarmi? La guardai con aria indagatrice. Avrei voluto chiederle: Di’ la verità tu la mangeresti? O ci hai messo qualcosa di strano? Magari qualcosa che mi farà il lavaggio del cervello portandomi a saltellare di qua e di là in questo posto dicendo: “Uuuuuuh! ma che bella la mia nuova famiglia!”

   Forse ero troppo paranoico?

   Intravedendo le mie perplessità, mi guardò con dolcezza dicendomi: ‹‹Non avere paura patatino mangia la pappa, vieni qui sulle mie gambe che ti aiuto io…›› Di aiuto non ne avevo bisogno si intende, sapevo mangiare benissimo da solo, ma volli accontentarla e così andai di nuovo sulle sue calde gambe e mi accucciai. Mentre con una mano accarezzava il mio pelo, con l’altra iniziò a imboccarmi. Ebbi la sensazione che si sarebbe davvero presa cura di me, perciò seguitai a mangiare dalle sue mani finché non fu terminata. Mi accorsi che vicino a noi c’era un altro oggetto tondo simile a quello in cui c’era stata la pappa, solo un po’ più alto, lei ci infilò un dito porgendomelo perché lo odorassi per farmi capire che dentro c’era l’acqua e così fui anche dissetato. Ora non restava che correre sulla traversina come un fulmine! C’è bisogno che vi dica per fare cosa?

   Ero sfamato, dissetato e… “svuotato” ma combattuto. Non potevo negare che lei avesse qualcosa che mi piacesse, però oltre al mio essere diffidente di natura (cosa che non è mai cambiata), era stata lei a togliermi dal mio mondo per infilarmi bruscamente in questo! Lo scopo di quanto mi stava accadendo mi sfuggiva. Forse nemmeno lei lo sa, pensai.                                                  

   Durante la serata non mi lasciò un attimo fin quando sentii dire che era il momento di andare a dormire. Spontaneamente mi sorse una domanda: Perché, voi cosiddetti umani avete un momento esatto per fare la nanna? Questa sì che è una novità per me! Io dormo quando mi pare. O almeno, nella mia vecchia casa era così… Capitava magari fossi lì a giocare con i miei fratelli che a un certo punto mi trovavo a panza all’aria con la bolla al naso. Questo non interrompeva mica il gioco! No no, continuavo a fare la lotta nei sogni io, ed era più bello e gratificante che nella realtà. Potevo sottomettere chiunque, addirittura l’essere più grosso del gruppo, perfino l’allevatore. Che soddisfazione!

   Insomma cos’è mai questa storia che dovete stabilire anche quando devo dormire?

   Sono un essere libero io, la volete capire o no?

   Io non muovo una zampetta da qui, punto e basta.

   Le proteste mentali non servirono a nulla chiaramente. Lei si alzò e prendendomi in braccio mi portò nella nuova cuccia. Sistemandomi sulla coperta di lana si mise gattoni riempiendomi di baci, dichiarandomi quanto fosse felice di avermi lì con lei.

   Mi allieta molto che tu sia felice, non sai quanto, potrei finire qui i miei giorni. Rendere felice te era lo scopo della mia breve vita, figurati…

   A stento riuscì a staccarsi da me, dopodiché accanto alla cuccia mise l’acqua e non distante una traversina: ero in trappola.

   E ora cosa faccio? Non ho nemmeno sonno!

   Mi augurò la buona notte almeno _ e non scherzo _ venti volte.

   ‹‹Buona notte Mr Pio-buona notte piccolo amore-buona notte cicciottino-patatino-piccola meraviglia. Madonna come sei bello! Ma lo sai quanto sei bello? Lo sai quanto sei adorabile? Lo sai che bel pancino che hai? Che bel musino? Che begli occhietti? Che bel nasino? Che bel… ››

   BASTAAAA! Ho capito, ho capito che ti piaccio, ora te ne vuoi andare a dormire e lasciarmi solo nel mio dolore?

   Alla ventesima volta se ne andò. Niente più bacini, niente più coccole, niente più commenti sulla mia grandezza di essere…

   Devo essere forte, non devo avere paura. Sono un duro, io lo so, tutti lo sanno.

   Posso farcela. In fondo è solo la mia prima notte in un posto nuovo, tutto solo, senza i miei fratelli, senza più alcuna speranza di rivedere la mamma… Oddio vedo tutto nero attorno a me (forse perché aveva spento la luce?).

   STAVO SCHERZANDO! Non mi lascerai sul serio tutto solo in questa stanza vero?

   Potete non crederci, non sentì una parola dei miei pensieri eppure lei tornò! Sta a vedere che quell’isterica è addirittura una veggente!  Entrò nella stanza e si sdraiò per terra di fronte alla cuccia. Appoggiò il suo naso sul mio, lo strofinò e sottovoce mi disse: ‹‹Stai tranquillo io sono qui, cerca di fare un po’ di nanna sarai stanco, non devi aver paura. Non vedo l’ora che sia domani mattina per stare insieme a te mio piccolo Pio, non mi sembra ancora vero che tu sia qui, lo sai?››

   Stette con me a lungo quella notte e se ne andò che quasi mi si chiudevano gli occhi.  

   Rimasto solo mi svegliai all’istante e in un attimo di lucidità feci una scoperta. Per quanto poco fosse il tempo in cui eravamo stati insieme mi sembrò di capire una cosa. Sapete quale? Che con lei non c’era bisogno di saper parlare la vostra lingua, lei mi comprendeva comunque e io la capivo! Avevo l’impressione bastassero gli sguardi, ma forse stavo riflettendo a vuoto: Non è possibile, siamo esseri così diversi, probabilmente mi sto illudendo, o forse no…

   Una cosa era certa, che mi piacesse o no quella era veramente la mia nuova realtà, benché in quel momento ci fosse un’altra realtà: se io non avessi dormito neanche lei l’avrebbe fatto!

Viviana Re Fraschini

Questo il link diretto per prenotare il libro.

1 COMMENT

  1. Grazie al The Daily Bulldog per l’opportunità che data e a Mister Pio 🙂
    Ricordo che mancano 79 giorni alla fine della campagna e 144 copie da pre ordinare e che se non si raggiungono le 200 copie di pre ordine la campagna verrà terminata senza che il libro proceda.
    Quindi se potete vi chiedo di sostenere la campagna fino alla fine; l’ebokkcosta soltanto 6,99€ mentre il cartaceo 18€. Grazie di cuore a chi vorrà sostenere Mister Pio.