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Te lo racconto io il Bulldog: Tiffany Story. Melania Bravetti

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Tiffany… di Belen ed Aston, mai avrei pensato di aver a che fare con lei: un bulldog inglese bianco con le orecchie maculate; io che di maculato ho avuto una Dalmata fino a 14 anni fa, poi avevo detto basta.
Tutt’altro genere di cane: alto, slanciato, proporzionato, iperattivo.
Mi sono ritrovata a condividere l’esistenza con un botolo russante, perennemente addormentato e di certo non dotato delle proporzioni dell’Uomo Vitruviano.
Mi è capitata tra capo e collo, perché un mio conoscente, che avevo accompagnato in un’allevamento del nord, l’aveva vista e l’aveva acquistata, già grande, poco più di un anno.
Poi, dopo circa un mese, si è reso conto di non poterla tenere, ed il 20 maggio 2014, una domenica, mi ha telefonato e mi ha detto: “Domani ti porto Tiffany, non posso tenerla”
Ed io: “Ma ho 6 gatte, non so come la accoglieranno!”
Non c’è stato nulla da fare: il giorno dopo, 21 aprile, Natale di Roma, Tiffany è entrata nella nostra vita, mia e di mia madre, 87 anni, della quale è diventata l’ombra.
Questo botolo russante è diventato parte integrante della nostra vita, insieme alle 6 gatte, ora 7, che l’hanno accolta come se fosse una di loro.
Il problema principale è il rumore che fa quando russa, alternandosi al russare di mia madre.
Da quel giorno io non dormo più!
Però, devo dire, che quando mi capita di dormire in sua assenza, faccio fatica ad addormentarmi, il suo rantolo è diventato come una ninna nanna.
Se combina qualche guaio, mi arrabbio e poi mi metto a ridere, perché Tiffany appartiene ad una razza di cani “comici”, non si riesce ad essere adirati con lei per più di due secondi. Come quella volta che ritrovai la protesi di mia madre, sul divano, fatta a pezzi, un dente qua, un dente la. Come abbia fatto a prenderla non si è capito. Oppure quando ha masticato l’auricolare del mio telefono, rendendolo inutilizzabile. Ci si arrende a tanta ingenuità; ti guarda con quegli occhi come se volesse dire: “Beh, che ho fatto?”

È l’ombra di mia madre; se provo a prendere il guinzaglio e ad allontanarla da lei, si punta con quelle zampotte come fosse un tutt’uno con il suolo, bisognerebbe prenderla di peso, per portarla
via. Il problema è che pesa come un sacchetto di cemento: non sai da che parte prenderlo… ed ha lo stesso peso specifico!!!

Il bulldog è un cane  tanto bello per quanto è brutto: i suoi difetti sono diventati pregi e te lo fanno amare perché sembra un cane disgraziato: fa fatica a respirare; dopo una piccola passeggiata, si spiattella per terra a mo’ di pelle di leopardo, non può provvedere da solo alle sue abluzioni personali perché è un tronco, non si piega!!!
Come si fa a non volergli bene!!! E come si fa a farne a meno, dopo averne avuto uno; ti fa sentire una crocerossina, anche se quell’istinto non l’hai mai avuto. È uno scherzo della natura e,
nonostante questo, quando si va a passeggio con lei, ci si ferma ad ogni piè sospinto, perché non c’è nessuno che non si fermi a guardarla od a farle una carezza. Lei ricambia mettendosi in posa a prendersi tutte le coccole.
Se non fosse esistita, avrebbero dovuto inventarla!!!

Melania Bravetti