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Fattrici B&S: The second life. BuckAndSons Toboga

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Toboga è stata una fattrice importante del nostro programma allevatoriale, perchè con la sua linea di sangue abbiamo provato più volte il parto naturale, avendo una morfologia che lo consente, con un bacino di ottime dimensioni. Purtroppo nella nostra razza il parto naturale è molto complicato; tra le mie ambizioni allevatoriali c’è senza dubbio anche quella di avere almeno alcune di linee di sangue che riescano a generare prole senza l’aiuto dell’uomo. Per il momento questo obiettivo non è stato ancora raggiunto. Oggi Toboga vive felicemente sul divano di Osvaldo, insieme ad una cuginetta meticcia.

Luana Martinini

Aver adottato Toboga è stata una delle cose più sconvolgenti che abbiamo fatto; dopo aver visto l’annuncio sul sito di Buck and Sons e sentito Luana per capire che tipo di bulla fosse e se potesse essere la giusta sorellina per la nostra meticcia di 7kg, siamo partiti da Prato per andarla a conoscere.

Non so quanti di quelli che stanno leggendo abbiamo avuto la fortuna di suonare a quel campanello e sentire da dietro il cancello una torma di Bulldog curiosi di conoscerti grufolare e ansimare come pazzi; sembra di essere a un passo da un’orda di zombie e, una volta che il cancello si apre, ti si riversano festanti addosso; un solo errore non bisogna fare: accucciarsi per fargli le coccole, altrimenti si sarà letteralmente travolti dalla loro fisicità.

Superato questo dolce ostacolo siamo riusciti a vedere per la prima volta Toboghina che si è dimostrata più diffidente del resto della compagnia, ma qualche pezzo di pane e un po’ di buona volontà ci hanno permesso di avere i primi contatti. Più il pane che la volontà, perché una volta terminato il primo, la seconda è servita a poco!

Visto che, in fin dei conti, ci eravamo piaciuti, siamo tornati dopo alcuni giorni per portarcela a casa, l’abbiamo caricata  in auto e siamo partiti; all’arrivo a Prato era un po’ smarrita e si è andata a rifugiare sotto una panchina e, questa volta, neanche il cibo ha fatto la magia; non restava che lasciarla tranquilla per un po’. L’integrazione ha voluto i suoi tempi, che noi abbiamo rispettato; tanto per capirci si è rifiutata di fare i bisogni per 3 giorni… semplicemente perché doveva capire quale fosse il posto migliore.

Superato questo primo momento ha avuto modo di conoscere un po’ alla volta la sua sorellina che per la prima volta incontrava un Bulldog, non per difenderla ma, effettivamente, non è così immediato capire che lo “sgrunt” con cui sbuffa non è un ringhio, che annusare con muso incollato al tuo (o al tuo sedere) non è invadenza e che una dolce spallata è un gesto (quasi) di affetto ma adesso sono inseparabili, sempre appiccicate sul divano e pronte a difendersi a vicenda se un altro cane spaventa una delle due!!

Non è facile decidere di adottare un cane già adulto: non sai quale sia il suo vero carattere, non sai se gli piacerai, non conosci i suoi trascorsi sanitari, non conosci cosa gli piace e di cosa ha paura (Toboga è terrorizzata dai pupazzetti gommosi che suonano quando li schiacci, quelli per cui la maggior parte dei cani va pazzo) e non te lo potrai godere da cucciolo. Ma oggi, a quasi 2 anni da quando quella decisione è diventata una palla di pelo in più sul divano, posso dire che ne è valsa la pena: è fantastico averla per casa, giocarci, ridere, per un motivo o per l’altro ogni volta che la guardi e anche i vari problemi di salute (è un Bulldog gente) anche se fanno male ti aiutano a capirla sempre di più a regalarle ogni giorno un pezzo di cuore e riceverne un frammento da lei.

E quando la guardi pensi: come è stato possibile stare senza di lei fino a oggi?
Grazie.
Osvaldo

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