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Foruncolosi Interdigitale Podale: “Cisti interdigitali”

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Piodermite profonda:
È un’infezione batterica abbastanza grave che interessa tessuti più profondi del follicolo pilifero. I microrganismi infettanti sono in grado non solo di invadere l’epidermide, ma anche il derma e, in alcuni casi, il sottocute. In genere queste malattie sono una conseguenza dell’estensione della piodermite superficiale, ma possono anche essere associate ad altre affezioni che causano un danno cutaneo o deprimono l’immunità. Possono causare segni sistemici di malattia e spesso guariscono con cicatrizzazione.
L’infezione, a seguito di ferite penetranti, depressione del sistema immunitario, traumi o grave danno follicolare, si diffonde al derma (follicolite profonda e foruncolosi) e all’ipoderma (cellulite) propagandosi dalla membrana basale epidermica o dal follicolo distrutto (Fabbrini, 2005).
Nella maggior parte dei casi sono coinvolti frammenti di peli o cheratina follicolare che agiscono da corpi estranei, promuovendo l’infezione ed inibendo l’attività antimicrobica da parte delle cellule ospiti. Anche altri agenti possono determinare questo effetto. La conseguenza è la formazione di un granuloma
(Lloyd, 2006c).

Le piodermiti profonde si possono suddividere in forme localizzate e forme generalizzate.
Le forme localizzate comprendono

  • la follicolite/foruncolosi del dorso del naso,
  • la follicolite/foruncolosi podale,
  • la follicolite/foruncolosi del mento,
  • il pioderma dei calli,

interessano piccole aree e sono in genere causate da fattori esterni (traumi, corpi estranei,morsi…) e solo raramente correlate a malattie sottostanti.

Quando i processi patogenetici interessano l’immunità generale dell’organismo, le lesioni possono diventare estese o generalizzate.

Follicolite/foruncolosi podale o piodermite interdigitale:

È un processo infiammatorio che colpisce le dita e spazi interdigitali di uno o più zampe. La causa è spesso sconosciuta. La patologia è complessa e può risultare frustrante da diagnosticare e trattare.

I fattori predisponenti sono vari.
Quando un singolo piede è affetto, un corpo estraneo (es. forasacco), ferita locale o neoplasia devono essere sospettati, soprattutto se c’è un’unica fistola  interdigitale. Il piede è soggetto a una grande varietà e intensità di trauma, il piede anteriore più di quello posteriore.  Il contatto con sostanze chimiche irritanti, fertilizzanti o erbicidi può anche causare problemi.
Infezioni fungine associate a pododermatiti includono le dermatofitosi, dermatiti da Malassezia, candidiasi, micetoma, feoifomicosi, sporotricosi, blastomicosi e criptococcosi. Questi sono poco comuni però devono essere sospettati nei casi refrattari alla normale terapia antibiotica.

L’infezione batterica è sempre secondaria ed i microrganismi chiamati in causa oltre ai classici
stafilococchi e bastoncelli d’origine fecale comprendono anche batteri presenti nel terreno (es. micobatteri, actynomices, nocardia,…).

L’ipersensibilità batterica può essere una complicanza.
Le pododermatiti da cause parassitarie sono particolarmente comuni, con la demodicosi in primis . Ogni caso di pioderma interdigitale cronico deve essere valutato attentamente per la rogna demodettica. La biopsia può essere necessaria per confermare la diagnosi di pododermatite parassitaria di un piede
cronicamente infiammato e fibrotico che viene difficilmente diagnosticato con altri metodi (es. raschiato cutaneo). Altri parassiti coinvolti possono includere Pelodera strongyloides, Ancylostoma spp. e Uncinaria stenocephala.
Dermatiti psicogene possono manifestarsi come un eccessivo leccamento del piede nei cani altamente eccitati e nervosi.
Piogranulomi sterili possono essere presenti a livello del piede. La causa è sconosciuta, però sono comuni nelle razze a pelo corto e morbido quale il Bulldog inglese, Bassotto, Alano, e Boxer.


Casi di pododermatiti che coinvolgono più piedi, sono ricorrenti o refrattari al trattamento e non sono pruriginosi possono essere causati da fenomeni di immunodeficienza acquisita o ereditata. Le pododermatiti possono rappresentare l’unico sintomo clinico di ipotiroidismo o demodicosi con soppressione
secondaria dell’immunità cellulo-mediata.
Casi di pododermatiti con coinvolgimento significativo del cuscinetto plantare (ipercheratosi e ulcerazioni) possono essere causati sia da malattie autoimmuni (pemfigo, pemfigoide o lupus eritematoso), sia da una reazione cutanea avversa  da farmaco, dermatite che risponde allo zinco, eritema necrolitico o cimurro
canino.
Nonostante tutte queste possibilità, numeri sostanziali di casi sono dovuti a infezioni batteriche ricorrenti idiopatiche; questi sono estremamente frustranti da
trattare.
Le pododermatiti possono colpire i cani di qualunque razza, sesso o età però i maschi di razze a pelo corto come il Bulldog inglese, Alano, Bassotto, Bull mastiff, Bull terrier, Boxer, Dalmata, Bracco tedesco e Weimaraner sono più comunemente rappresentati.
Il piede interessato si può presentare gonfio, eritematoso e edematoso con noduli, ulcere, fistole, bolle emorragiche e essudato sieropurulento o sieroemorragico. L’edema delle aree metecarpiche e metatarsiche può essere marcato. La cute può essere alopecica e umida dal costante leccamento; vari gradi di dolore, prurito e paronichia possono essere presenti.

La follicolite/foruncolosi interdigitale/podale è complessa si presenta con eritema, edema, papule pustole emorragiche, noduli (simili a “cisti”) ulcere e fistole, ad interessare gli spazi interdigitali o altre aree podali di uno o più arti (in tal caso più facilmente correlate a malattie sistemiche sottostanti). L’infezione batterica è sempre secondaria ed i microrganismi chiamati in causa oltre ai classici stafilococchi e bastoncelli d’origine fecale comprendono anche batteri presenti nel terreno (es. micobatteri, actynomices, nocardia,…).
La causa delle infezioni podali talvolta rimane sconosciuta anche perché i fattori predisponenti correlati sono molti e non sempre facili da identificare: ripetuti traumi locali (sia per lo stile di vita del paziente che per eventuali difetti d’appiombo degli arti), neoplasie, corpi estranei, dermatiti irritative/allergiche da contatto, malattie allergiche, ipotiroidismo, demodicosi, dermatiti da larva migrans.
Durante l’iter diagnostico si deve vagliare la presenza di ectoparassiti, di malattie fungine e valutare tramite l’esame citologico (utilizzando, se necessario, più colorazioni) la presenza o meno di neutrofili, di batteri fagocitati (e loro caratteristiche morfologiche/tintoriali), di granuli (es. di micetomi o pseudomicetomi), elementi fungini, eosinofili, macrofagi e/o cellule neoplastiche o acantolitiche. Le radiografie delle estremità colpite sono d’aiuto nell’evidenziare corpi estranei radiopachi o l’interessamento della base ossea sottostante. Inoltre, se presente il prurito come segno clinico maggiore, vagliare la presenza di malattie allergiche, e se indicato dalla clinica (lesioni non pruriginose a più arti, interessamento sistemico) sono indicati screening ematochimici ed esami ormonali (per tiroide e surreni). Infine, rimane essenziale eseguire biopsie per documentare la presenza di corpi estranei (inclusi frammenti di peli e di cheratina), batteri, funghi, demodicosi, malattie autoimmuni, e neoplasie. Si rammenti della necessità di utilizzare colorazioni speciali in citologia e istologia per identificare microrganismi (es. micobatteri) altrimenti non visualizzabili tramite le colorazioni abituali.

Vi rimandiamo all’articolo sulla piodermite già trattato http://www.thedailybulldog.it/veterinaria/dermatologia-la-piodermite-1149/

D.C.

Bibliografia

F.Fabbrini aa.tt. scivac n°46Rimini/Università Studi Pisa Tesi Dott. Zhiad Mehzer: Clinica e followup terapeutico nella piodermite del cane.