Home Articoli Foruncolosi interdigitale: terapia topica o sistemica?

Foruncolosi interdigitale: terapia topica o sistemica?

0
La follicolite, foruncolosi-interdigitale-podale è una patologia complessa: si presenta con eritema, edema, papule pustole emorragiche, noduli (simili a “cisti”) ulcere e fistole, ad interessare gli spazi interdigitali o altre aree podali di uno o più arti (in tal caso più facilmente correlate a malattie sistemiche sottostanti).
L’infezione batterica è sempre secondaria ed i microrganismi chiamati in causa oltre ai classici stafilococchi e bastoncelli d’origine fecale comprendono anche batteri presenti nel terreno (es. micobatteri, actynomices, nocardia,…).
La causa delle infezioni podali talvolta rimane sconosciuta anche perché i fattori predisponenti correlati sono molti e non sempre facili da identificare: ripetuti traumi locali, per eventuali difetti d’appiombo degli arti, scarico del peso, neoplasie, corpi estranei, dermatiti irritative-allergiche da contatto, malattie allergiche, ipotiroidismo, demodicosi.
La  terapia e gestione clinica  spesso sono frustranti: il problema risulta autoperpetuante in quanto le lesioni pregresse esitano in cicatrici che rendono le estremità podali predisposte a future infezioni; in tal senso è necessario intervenire precocemente e rapidamente sia nella gestione dell’infezione che nella ricerca della causa sottostante.
La terapia antibiotica in genere è molto lunga (di media 8-12 settimane) e deve essere protratta per almeno tre settimane oltre la risoluzione clinica.
Si rammenti che la guarigione degli strati superficiali cutanei avviene parecchie settimane prima della risoluzione dell’infezione presente nel derma profondo e che sino a quando si ha ispessimento dolore alla palpazione queste aree devono essere considerate come infette.
Dopo la guarigione clinica, se si ha una ricaduta entro 7-10 giorni dalla sospensione del farmaco, probabilmente non si tratta di una recidiva ma di una mancata guarigione a causa della sospensione troppo precoce dell’antibiotico.
La terapia può essere in caso di cisti non infette e nessuna lesione cutanea, nessun segno di dolore alla palpazione, la semplice gestione ordinaria della zampa: pulizia ad ogni uscita e controllo della condizione della cute.
In caso di edema moderato  è possibile fare degli zampiluvi con acqua e sale in alta concentrazione per una decina di minuti. In caso di ciste localizzata in una unica zampa è possibile riempire un sacchetto di plastica di quelli per la raccolta delle deiezioni e infilarci la zampa, nastrare, liberandosi dall’incombenza di far stare immobile il cane. Oppure Immergere la zampa  o contemporaneamente tutte e quattro le zampe in acqua salata, consigliamo sale iodato, lasciare in ammollo per 10 minuti, poi asciugare e immergere la zampa in perossido di idrogeno, o in preparato in polvere ad alto contenuto di zinco. È estremamente importante asciugare perfettamente la cute con delle veline assorbenti e il getto tiepido del phon. 
Un soggetto che presenta con una certa frequenza cisti interdigitali spesso presenta anche altri segni dermatologici quali dermatiti a macchie di leopardo,hot spot (chiazze arrossate isolate) problemi a uno o tutte e due i padiglioni auricolari con otiti frequenti. Anche la presenza di demodex può favorire lo sviluppo di queste cisti. Si dovrebbe, mediante raschiato e successivo esame, eliminare la probabile presenza di malassezia e demodex più volte riscontrata in alcuni soggetti.  Anche l’allergia alla cheratina può essere causa scatenante: la  rottura dei follicoli piliferi, dovuti alla conformazione che caratterizza la zampa del bullo -stretti spazi interdigitali con presenza di pelo corto e ispido-, libera cheratina provocando l’infiammazione spesso seguita da infezioni batteriche secondarie. Un problema meccanico quindi legato alla razza. Nel 50% dei casi il contenuto delle cisti è sterile cioè non c’è infezione, nell’altro 50% dei casi c’è presenza di batteri ed è in questo caso che si interviene con la terapia topica. 
Terapia topica 
La terapia topica è di grande beneficio perché aiuta a ridurre o eliminare la  popolazione batterica nella zona d’infezione e a rimuovere i detriti tessutali. I composti comunemente utilizzati ad uso topico includono la clorexidina, l’etil-lattato , il benzoilperossido e vari antibiotici,   soprattutto l’acido fusidico, e la mupirocina.
Di solito antisettici o antibiotici in formulazioni gel,  pomata o unguento possono essere sufficienti a risolvere l’infezione.
Le zampe possono essere trattate con shampoo antibatterici.
Infatti la manipolazione della cute durante l’applicazione e l’azione veicolante
(liquido) dello shampoo rimuovono lo sporco e permettono un miglior contatto tra l’antisettico e il batterio. Gli shampoo antibatterici commerciali non riescono a  a sterilizzare completamente la cute ma tutti riducono significativamente la popolazione batterica.
Il benzoilperossido è  tra i più efficaci seguito
dalla clorexidina acetato. Uguale efficacia del
benzoilperossido è quella dell’etil-lattato con meno reazioni avverse di quest’ultimo.
Anche miscele di acido borico e acetico possono risultare efficaci. Alcuni trovano soddisfacente l’uso dell’argento colloidale anche abbinato all’idrocortisone aceponato, oppure Diprosone in soluzione cutanea.
In diversi casi risulta comunque necessaria la somministrazione di antibiotici sistemici e la terapia topica gioca un ruolo di supporto.
Un’indicazione preziosa  per l’uso a lungo termine dello shampoo  per soggetti
con follicoliti ricorrenti sia idiopatiche che eventualmente secondarie a malattie
cutanee endocrine o allergiche: in queste situazioni uno shampoo antibatterico
può avere un effetto preventivo se usato regolarmente ogni una o due settimane.
Terapia sistemica:  La scelta dell’antibiotico è di sola competenza veterinaria. 
La cefalessina ha una buona penetrazione tissutale e viene preferita quando sia necessario ricorrere ad una terapia pulsatile.
La molecola Cefadroxil anch’essa utilizzata per il trattamento, sembra essere una scelta eccellente in particolar modo nella piodermite profonda ricorrente.
Anche l’Enrofloxacina  ha un’eccellente penetrazione tissutale, viene assorbita rapidamente ed ha il vantaggio di dover essere assunto solo ogni 24ore ma  è sconsigliato per cani in crescita perché può causare alterazioni alle cartilagini articolari.
Attenzione le recidive sono molto spesso causate da inadeguata terapia antibiotica (troppo breve, dose sbagliata, farmaco non adatto) e da concomitante somministrazione di corticosteroidi per via sistemica.
Talvolta si sceglie  terapia antibiotica di impulso: somministrazione a settimane alterne con estensione del periodo di pausa a 2 e poi a 3 settimane, somministrazione per 2 giorni consecutivi a settimana a dosaggio pieno, somministrazione una volta al giorno, meno praticato per probabile insorgenza di antibiotico resistenza, somministrazione a giorni alterni, anche qui probabile insorgenza di antibiotico resistenza e quindi meno praticato. 
In casi di immunodeficienza, diagnosticata, alcuni medici suggeriscono l’assunzione di ciclosporina. Sembra che l’assunzione di ciclosporina abbia permesso un aumento sensibile del periodo libero dalla malattia. La ciclosporina agisce sulle cellule responsabili della reazione infiammatoria e le indicazioni principali riguardano  il trattamento della dermatite atopica del cane, fistole perianali, pannicolite nodulare sterile, adenite sebacea granulomatosa e alcune malattie allergiche.
La cosa più interessante però è che nel cane la ciclosporina sembra avere pochi effetti secondari soprattutto se paragonata ai vecchi principi attivi. La  ciclosporina viene assorbita dal paziente più velocemente e in modo più regolare rispetto alla prima generazione e anche l’influenza della concomitante assunzione di cibo è significativamente ridotta, alcune prove hanno dimostrato che la biodisponibilità nella seconda generazione di ciclosporina è di circa 29% più elevata rispetto alla prima, quindi è una molecola il cui utilizzo è molto promettente in veterinaria anche per l’assenza nel cane di tossicità renale.
La Laserterapia si sta dimostrando efficace in varie patologie cutanee e ottimale nella cura delle cisti interdigitali. 
La terapia con cellule staminali è oggi una realtà per curare molto malattie dermatologiche con ottimi risultati. Compresa la foruncolosi interdigitale podale.
D.C.
Bibliografia
Fabbrini, F. (2005) Piodermiti: classificazione, iter diagnostico e protocolli terapeutici. In: Proceedings of the 50° National Congress SCIVAC, Rimini,
Italy, 27-29 May, 103-107.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PISA
FACOLTÀ DI MEDICINA VETERINARIA
Corso di Laurea Magistrale in Medicina Veterinaria
Tesi di laurea :Clinica e follow-up terapeutico
nella piodermite del cane
Candidato Ziad Mezher Relatore:Dott.ssa Rosalba Tognetti Correlatore: Prof. Luigi Intorre
Dermatologia del canee del gatto
di Linda Medleau -Keith A. Hnilica
Terapia dermatologicadel cane 
di Eric Guaguère – Emmanuel Bensignor
Chirurgia dei piccoli animali
di Theresa Welch Fossum,Cheryl S. Hedlund,Ann L. Johnson