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Nuove linee guida per i protocolli vaccinali

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LINEE GUIDA PER I PROTOCOLLI VACCINALI

Fino a poco tempo fa non era raro vedere nei siti di vendita di allevamenti di cani, la dicitura “cuccioli consegnati con programma vaccinale completato”.

In effetti, vi erano in commercio vaccini, il cui programma si ultimava, secondo lo schema riportato nel foglietto illustrativo, alla decima settimana.

Quindi a settanta giorni i cuccioli venivano sottoposti alla seconda vaccinazione, ed il veterinario apponeva il richiamo successivo all’anno di vita del cucciolo stesso.

Da qualche tempo a questa parte, sono cambiate le linee guida , secondo le quali il piano vaccinale non può essere terminato in così giovane età.

Questo significa, che se non si vuole comprare un cane di oltre quattro mesi, il nuovo proprietario dovrà sottoporre ad altre vaccinazioni il suo cucciolo affinchè sia adeguatamente coperto per le malattie infettive.

Per quello che riguarda i vaccini, la problematica riguardante i cani è simile a quella umana. Abbiano anche noi i nostri NO VAX , e questo ha portato a vaccinare meno gli animali, con la conseguenza del dilagare di alcune malattie infettive. Ovviamente l’obiettivo da raggiungere sarebbe quello di vaccinare il maggior numero possibile di animali, ma vaccinarli con la giusta frequenza.

Oggi, secondo le nuove linee guida, vacciniamo troppo spesso e per abitudine , vacciniamo tutti allo stesso modo. Invece i vaccini andrebbero adeguati ad ogni singola esigenza dell’animale, del luogo dove vive, delle abitudini etc.

Esistono delle vaccinazioni (cosidette CORE) raccomandate sempre , delle vaccinazione (cosidette NON CORE) opzionali, ed infine delle vaccinazioni non raccomandate.

Le vaccinazioni raccomandate sempre sono quelle che coprono la parvovirosi, il cimurro, l’epatite-tacheobronchite (cav-2) ed a seconda delle normativa locale, la rabbia.

Quelle opzionali riguardano la leptospirosi, la parainfluenza, le infezioni da bronchiseptica, la malattia di Lyme, la leishmaniosi, le infezioni da herpes virus , la piroplasmosi e d infine l’influenza canina.

Quelle non raccomandate riguardano l’infezione da coronavirus ( scarse evidenza scientifiche di benefici)

“UC DAVIS VETERINARY MEDICINE Il VGG non raccomanda l’uso dei vaccini contro il coronavirus enterico del cane, dal momento che c’è una scarsa evidenza che questi vaccini siano protettivi ed ancora che il coronavirus enterico sia un patogeno significativo nel cane”

La data di inizio della prima vaccinazione raccomandata è in funzione di alcune variabili . Idealmente sarebbe bene farla quando sono in sicuro calo gli anticorpi materni, ma questa è una previsione molto difficile che dipende da una molteplicità di fattori tipo la quantità di anticorpi colostrali, dalla quantità di colostro assunta dal singolo cucciolo, può variare non solo da una cucciolata all’altra, ma anche da cucciolo a cucciolo della stessa cucciolata.

Per questo ci sono diversi schemi vaccinali ed uno possibile è il seguente:

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Nella prima serie vaccinale è necessario vaccinare almeno tre volte con i vaccini raccomandati, e questo perchè la sicura interferenza degli anticorpi materni , può venire neutralizzata effettuando vaccinazioni multiple. Inoltre , vaccinando troppo presto ci può essere una immaturità del sistema immunitario del cucciolo. Poi, parte integrante della prima serie vaccinale, è un richiamo dopo sei mesi. Se qualcosa non è andato a buon fine con le prime vaccinazioni, questo richiamo garantirà una copertura completa.

A questo punto il cane andrà vaccinato SOLO ogni tre anni. Da adulto andrà vaccinato una sola volta ogni tre anni , e ricorrere anche nell’adulto a due somministrazioni è ingiustificato e contrario ai principi fondamentali dell’immunologia. Dosi multiple sono necessarie solo per i cuccioli .

Per i NOVAX dei cani, esiste anche una altra possibilità. Senza seguire queste che sono le linee guida generali, per il proprio cane si può valutare , attraverso un test sierologico, la necessità o meno della vaccinazione. Si titolano gli anticorpi e sulla base della risposta si decide.

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Per maggiori informazioni riguardanti le linee guida, potete visitare il sito della world small animal veterinary association WSAVA.

Luana Martinini