Home Articoli Mind the Bulldog: Se allevare non è sinonimo di amare. Luana Martinini

Mind the Bulldog: Se allevare non è sinonimo di amare. Luana Martinini

0

In questi giorni sui social, nelle pagine dedicate ai bulldog , è in atto una polemica sulla alimentazione dei neonati col sondino.

Sembra che i nuovi allevatori ( anche se mi viene un po’ di orticaria a chiamarli così ) usino questa pratica MEDICA su tutte le cucciolate, sui cuccioli sani,  per RISPARMIARE TEMPO.

Ricordo tanti anni fa una discussione su mondobulldog , con un amico allevatore ,  che aveva imparato la pratica ( tanti anni fa non era una cosa molto comune, a differenza di oggi). Io sostenevo, e lo grido tutt’oggi a gran voce, che allevare è una passione; nel caso non lo fosse è meglio cambiare mestiere. Se puoi moralmente prescindere dal fatto che i cuccioli  abbiano bisogno della madre – e nella nostra razza già siamo chiamati ad un grande compromesso, dato il poco spirito materno delle mamme bulldog, o meglio data la loro “inconsapevolezza” e poca istintualità – non stai allevando. Stai facendo nascere e crescere dei cuccioli, ma allevare è una altra faccenda. 


L’allevatore non può prescindere mai dagli elementari bisogni del cane e tra questi c’è senza ombra di dubbio la necessità del cucciolo di avere contatto con la madre e di imparare attraverso le sue cure parentali i fututi corretti comportamenti per diventare un adulto equilibrato.

Nelle prime tre settimane di vita, la madre lecca i cuccioli nella zona genitale ed anale per stimolarne la minzione e la defecazione e, sempre leccandoli, li ripulisce. Solo alla fine della terza settimana (detta “periodo di transizione”) i cuccioli diventano indipendenti in tali funzioni.  Un dato importante è che la madre per leccarli ribalta i cuccioli sulla schiena, insegnando loro la postura di sottomissione, cioè quella con il ventre rivolto in su.Il nostro cucciolo “diventa un cane” attraverso cambiamenti che iniziano già nei primi giorni di vita. E’ evidente quindi che il momento del pasto , così come quello della pulizia e delle svariate cure parentali , non sono mere pratiche per crescere dei cuccioli, ma necessari atteggiamenti educativi della madre nei confronti della prole.

Se per questioni che prescindono dallo stato di salute dei cuccioli e che riguardano solo ed esclusivamente la gestione pratica dell’allevamento, si impedisce al cucciolo di essere alimentato e pulito dalla madre, si viene meno ad un dovere allevatoriale ; crescere cuccioli sani e di buon carattere, ben socializzati ed educati. In  poche e semplici parole si fa certamente prima ad alimentare un cucciolo col sondino, piuttosto che assistere, come è necessario, alla classica  poppata e alle seguenti cure di pulizia, ma si viene meno al dovere dell’allevatore; mettere al primo posto le necessità dei cuccioli e non le proprie.

Nell’allevamento canino non ci può essere fretta, pressapochismo o calcolo dei vantaggi: le cose vanno fatte rispettando solo ed esclusivamente le necessità dei cani.

Per questo motivo è assolutamente da condannare, a mio parere, l’uso di una pratica medica per mero comodo personale.

Certamente il sondino è uno strumento necessario e salvavita in certe particolari situazioni ; si usa nei cuccioli nati prematuri che ancora non hanno il riflesso della suzione, soprattutto per somministrare  la sieroterapia in mancanza di colostro. Lo si utilizza fino a che raggiungono la maturazione sufficiente per poter attaccarsi autonomamente alla madre ( periodo che varia in funzione di quanto essi siano nati prematuri ). Lo si usa in cuccioli debilitati o ammalati a diverso titolo, che cessano di alimentarsi – in attesa che le terapie mediche a cui li sottoporremo facciano effetto – o in cuccioli che per svariati motivi non siano in grado di alimentarsi autonomamente – un esempio per tutti i cuccioli con palatoschisi -.

Non di meno, l’alimentazione protratta del neonato col sondino creerà molto probabilmente dei  problemi di salute nel  giovane bulldog; spesso infatti si assistono a patologie difficilmente diagnosticabili che riguardano l’apparato digerente. Bisogna infatti considerare  che per assumere la giusta quantità di latte un cucciolo,  che regolarmente si nutre dalla madre, ci impiega una mezzora circa per saziarsi. Ho visto degli aberranti video di questi sedicenti allevatori che, dopo avere inserito il sondino gastrico, iniettano la quantità totale di latte in 1 o 2 secondi! E’ evidente che lo stomaco di un cucciolo neonato non è fatto per ricevere quella quantità di latte in un tempo così limitato ,ed essere gonfiato in due secondi non può che essere innaturale.

La pratica di alimentare un cucciolo col sondino è facile ed alla portata di tutti; è sufficiente assecondare la naturale deglutizione del neonato per inserirlo. Un sondino di giuste dimensioni impedirà che esso possa essere erroneamente inserito in trachea. Data l’estrema facilità della pratica, che la rende fattibile praticamente da chiunque, questa sta prendendo piede in modo veramente sconcertante.

Uno dei momenti più belli dell’allevare è assistere alle poppate, vedere la madre che si prende cura dei cuccioli, meravigliarsi sempre di cosa sia l’istinto e commuoversi di fronte alla tenerezza di certi atteggiamenti.

Se non si ha tempo per emozionarsi  di questo , non si può essere chiamati allevatori.

Fate nascere dei cani, questo si; ma qui vi fermate.

Luana Martinini