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Crimini contro gli animali: Da che parte state?

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“I crimini contro gli animali sono una tema di rilevanza nazionale perché la legalità e i diritti animali sono questioni strettamente connesse e, spesso, i crimini contro gli animali nascondono, determinano o si accompagnano ad altri tipi di reati. Del resto la criminalità organizzata è un male totalitario che mira a controllare e a dominare tutto: cose, uomini, animali e il loro ambiente. In quest’ottica la zoomafia si manifesta come evidente espressione dello specismo: sfruttamento di altre specie a vantaggio esclusivo di piccoli gruppi”. Queste le parole di Ciro Troiano responsabile dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia Lav. alla presentazione della relazione del 2017. Ogni anno l’Osservatorio redige una relazione in base ai dati delle procure italiane, prese a campione, sui crimini denunciati contro gli animali e ogni anno la situazione appare in tutta la sua gravità. I dati delle Procure rivelano che viene aperto  ogni 57 minuti un nuovo fascicolo per reati contro gli animali. 
Il dato di per sé allarmante  è parziale poiché un altro aspetto da considerare è che generalmente sono di più i reati denunciati a carico di ignoti che quelli  a carico di autori noti. Considerando poi che i processi celebrati che arrivano a sentenza sono poco meno del 30 per cento, questo è notorio, e di questi solo la metà si concludono con sentenza di condanna, i crimini contro gli animali che di fatto vengono puniti dai tribunali sono solo una minima parte rispetto a quelli realmente commessi.

Appare dunque evidente che siamo di fronte ad una situazione di vero allarme poiché i crimini contro gli animali son un fenomeno che interessa molteplici campi, non solo il caso, pur grave, di maltrattamento in famiglia o l’abbandono del cane. I Crimini organizzati  contro gli animali  hanno come unico scopo il denaro, tra questi  i combattimenti tra cani che sono  un fenomeno in continua espansione e che rappresenta un vero allarme:133 cani sequestrati, 29 persone denunciate per reati che vanno dal maltrattamento alla detenzione incompatibile, all’organizzazione di combattimenti nel 2016. Il numero dei cani sequestrati ha avuto un’impennata, si  registra un aumento del +189% dei cani sottoposti a sequestro e del +38% delle persone denunciate rispetto al 2015. Ritrovamenti di cani con ferite da morsi o di cani morti con  cicatrici riconducibili alle lotte, furti e rapimenti di cani di grossa taglia o di razze abitualmente usate nei combattimenti, sequestri di allevamenti di pit bull, pagine Internet o profili di Facebook utilizzate per sponsorizzare questo tipo di attività mascherate da profili di semplici amatori di cani da combattimento, segnalazioni di privati cittadini. Per contrastare il preoccupante aumento delle lotte clandestine è tornato attivo il numero LAV “SOS Combattimenti” tel. 064461206. Lo scopo è quello di raccogliere segnalazioni di combattimenti tra animali per tracciare una mappa dettagliata del fenomeno e favorire l’attivazione di inchieste giudiziarie e sequestri degli animali.

Sempre per restare in campo cinofilo un altro fenomeno preoccupante è l’affare dei canili e del traffico di cani. Secondo i dati in possesso dell’Osservatorio, che vi ricordo sono fatti a campione quindi non completamente esaustivi e non comprendono il sottobosco dei “finti allevatori casalinghi”, sono almeno 5 i canili, con oltre 200 cani, sequestrati nel corso del 2016 e 5 le persone denunciate per reati che vanno dalla truffa al  maltrattamento all’esercizio abusivo della professione veterinaria.
Il business legato alla gestione di canili “illegali” con strutture sovraffollate e inadeguate dal punto di vista  igienico sanitario e strutturale, così come il business sui randagi, garantisce agli sfruttatori di questi animali introiti sicuri e cospicui, grazie alle convenzioni con le amministrazioni locali per la gestione dei canili. Quando vi recate nei canili per una adozione, ricordatevi di guardarvi intorno, e denunciate o segnalate comportamenti che vi appaiono strani nelle procedure di adozione. Prendete l’abitudine di visitare i canili delle vostre città, il turnover dei cani spostati in massa da un canile all’altro senza che il numero complessivo in ogni struttura non cambi è un buon segnale che qualcosa non quadra.

Altra nota dolente, dolentissima, e per la quale non ci stancheremo mai di batterci è il traffico dei cuccioli importati illegalmente dai Paesi dell’Est, in continuo aumento: i dati forniti dagli organi di Polizia giudiziaria, negli anni 2015 e 2016 parlano di  964 cani sequestrati e 86 gatti, per un valore stimato complessivo di 717.800 euro, e questi sono solo quelli che sono stati intercettati, quindi grossi e anomali spostamenti di furgoni sul territorio, questo può farvi capire quanti invece sfuggono ai controlli, stiamo parlando di numeri seri in termini di denaro e orrore. Sono 107 le persone denunciate nel 2016. L’analisi della nazionalità delle persone denunciate conferma la transnazionalità di questo tipo di reato: russi, ungheresi, bulgari, serbi, moldavi, ucraini, slovacchi, rumeni e, ovviamente, italiani. L’importazione illegale di cuccioli, vede attivi gruppi organizzati, che fanno uso di modalità operative raffinate, e che hanno reti di appoggio e connivenza. Su questi dati e su ciò che alimentano in termini di denaro e di dolore vorrei soffermarmi. Ricordatevi delle cosiddette cucciolate casalinghe che aumentano ogni giorno e che spesso si approvigionano in questi canali aumentando il traffico dei cuccioli. Quante volte abbiamo letto sui vari gruppi di razza la frase “non faccio expo non mi serve il pedigree”? Cerchiamo di capire una volta per tutte che il pedigree oltre a garantirci la provenienza del cane dal punto di vista della sua genealogia, della salute, della selezione, ce ne garantisce la provenienza legale. Il pedigree ci dice prima di qualsiasi altra cosa solo tenendolo in mano che non stiamo foraggiando la mafia, la zoomafia. Forse non è ancora chiaro ai molti che indignarsi per la illegalità diffusa e intanto acquistare un cane al di fuori da un allevamento riconosciuto, o anche da un privato che ci metta però in mano tutti i documenti per capire la reale provenienza del cane e quindi il suo pedigree, i documenti di provenienza del cane e non solo un libretto sanitario spesso contraffatto,  significa far parte di questa illegalità, significa aumentare i crimini, le fabbriche di cuccioli, ed essere membri attivi della zoomafia. Significa essere delinquenti loro pari e che postare poi nei propri profili le foto delle “macellerie” in cui le fattrici vengono tenute è l’atto di ipocrisia più grande che possiate fare, la consegna del cane per strada non è l’unico indizio che dovrebbe farvi insospettire, ricordatevi che molti negozi trafficcano in cani e per assurdo è “legale”, ve li spacciano come cani di razza ma non avrete mai in mano un documento che ne attesti la razza tranne il libretto sanitario, che non fa testo e dove possono scrivere ciò che vogliono, di fatto comprate dei “simil”, di fatto comprate dei meticci, di fatto comprate a cifre notevoli cani che alla fonte non costano più di 50 euro, ma costano tantissimo in termini di crudeltà e sofferenza.

Animali: sequestro 29 cuccioli cane da Ungheria, 2 denunce (foto GDF)

Un altro dato preoccupante e in parte legato al traffico dei cuccioli è il furto dei cani in aumento. Questo fenomeno è abbastanza complesso come risulta sempre dai dati dell’Osservatorio, principalmente i cani vengono rubati per il loro valore economico finendo poi al mercato nero oppure usati come riproduttori.
Le vittime di questa questa categoria di reati sono i cani di razza con pedigree importanti, campioni di bellezza, o campioni di caccia.
Spesso i cani  vengono rivenduti tramite Internet e canali non ufficiali, ad
allevatori abusivi o privati. Vi sono poi i rapimenti con le annesse richieste
di riscatto.

Non starò qui a dirvi come sia semplice mascherare una attività illegale spacciata per allevamento casalingo, un relativamente minimo investimento di una o due femmine, che non partoriranno mai visto il costo reale di far riprodurre e mantenere la cucciolata fino a quando i cuccioli non siano sufficientemente grandi da lasciare la mamma ed essere venduti, e uno maschio, i cosiddetti “genitori visibili” acquistati spesso in  questi canali, o provenienti da furti in case o allevamenti, promesse di documenti che non arriveranno mai,  contraffatti o venduti a cifre esorbitanti tali da far desistere l’acquirente che, essendosi rivolto a questo canale di vendita, ha come unico scopo avere il cane di razza con la minima spesa, incurante del mercato illegale che alimenta. Imparerà a sue spese, reali, dal veterinario cosa comporta questo tipo di scelta, oppure lo imparerà il cucciolo che al primo problema importante verrà abbandonato per l’impossibilità economica di essere curato.

Quindi Pedigree, test del DNA, documenti, non son “robe da fanatici delle expo” ma il minimo sindacale che si debba pretendere da un Allevatore che voglia definirsi tale, e questo potrebbe essere uno dei motivi principali per pretenderli. Così si diventa parte attiva nella lotta contro le zoomafie.

E’ in costante aumento la zoocrimiminalità minorile ovvero il coinvolgimento di minorenni o bambini in attività illegali con uso di animali o in crimini contro gli animali. Gravissimi i casi segnalati dalle Procure: la storia un cane randagio preso a bastonate e ridotto a fin di vita da un gruppetto di ragazzi è stato a lungo sui giornali e sui social scatenando una giusta campagna di indignazione popolare.
Cosa determini nei ragazzi questo tipo di comportamenti è da ricercarsi forse nella esposizione a forme di violenza personale, bullismo, ma non avendo strumenti adeguati per formulare ipotesi lasciamo che siano gli esperti a spiegarcelo.

Dopo questo excursus nella follia umana verso gli animali si rimane con una sensazione mista di rabbia e frustrazione. Sapere che basterebbe davvero poco per essere parte di una rivoluzione. Una rivoluzione pacifica capace però di distruggere per sempre questo mercato orrendo.

Ricordatevi le leggi di mercato: l’offerta c’è perché c’è una domanda.

Solo voi potete sconfiggere tutto questo pensateci quando deciderete di adottare o di acquistare un cane.

 

Grazie alla GdF, all’Arma dei Carabinieri,alla Polizia di Stato, alle Guardie Zoofile che in Italia sono sempre in prima linea contro questi crimini.

Dati dal rapporto zoomafia 2015-2016-2017

D.C.

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4 COMMENTS

  1. Grazie Vanna molto gentile, condividete questo tipo di articoli, è molto importante non abbassare la guardia

  2. Molto esaustivo l’articolo.
    Secondo me da ricordare periodicamente.
    A prescindere dalla violenza perpetrate nei confronti dei cani, che è impossibile non conoscere essendo purtroppo all’ordine del giorno, è molto comune l’ignoranza di cosa è ed a cosa serve un pedigree, perciò ripetere ripetere e ripetere, per cercare di debellare queste attività illegali.

  3. Ciao Cinzia, grazie del tuo commento positivo al contenuto dell’articolo.
    purtroppo la questione negozi è abbastanza controversa in quanto pur se la legge dice che è fatto divieto di
    vendere cani sprovvisti di pedigree la si aggira senza difficoltà omettendo la parola cane di razza.
    in nessun documento di compravendita di cani sprovvisti di pedigree troverai quella dicitura, quindi
    come si dice spesso fatta la legge trovato l’inganno. il problema non è la vendita in sé e per sé, il problema è
    da dove arrivano i cani. Quindi ben vengano le multe per gli attori di questo scempio il problema
    è che le persone non vogliono rendersi conto che acquistando da questi canali sono parte del problema. parte attiva.

  4. Articolo interessantissimo e sempre molto utile, da divulgare ogni santo giorno, nella speranza che quanta piu gente possibile capisca e ne tragga beneficio. Se in Italia venissero comminate multe salatissime ai personaggi che ruotano intorno a questi traffici (autisti dei tir e negozianti compresi) credo che si otterrebbe dei risultati soddisfacenti perché “toccare il portafoglio” alla gente è piu’ efficace e devastante di qualsiasi altra punizione!!!

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