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Igiene degli ambienti in allevamento.

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Oggi si parla di igiene, ma tranquilli… non sarà un articolo per “casalinghe disperate”

Partiamo con alcuni cenni storici

La parola Igiene deriva da Igea, la dea greca della salute e della pulizia, simboleggia la prevenzione.

Dobbiamo arrivare al XVII secolo, quando una forma di pulizia comincia ad essere raccomandata come strumento di buona salute e nel XIX secolo Louis Pasteur sviluppò la teoria secondo cui alcune malattie sono causate da microrganismi.

Scienziati e medici iniziarono a raccomandarsi di lavarsi le mani e di utilizzare quotidianamente acqua e sapone, cosa che può sembrare banale, ma ahimè a volte sembra non chiara a tutti 🙂

In allevamento, più che in casa, è importantissima una pulizia accurata soprattutto nei locali dove stanno i cuccioli in quanto ancora privi di vaccini e pertanto molto vulnerabili.

Ora, partiamo dal presupposto che in allevamento, è impossibile mantenere gli animali e il loro ambiente sterili, i microbi sono naturalmente presenti nell’ambiente.

I batteri infatti sono onnipresenti, vivono e si riproducono sui pavimenti, pozze d’acqua, oggetti, cibo, sulla nostra pelle e nel nostro intestino.

A contatto con un ambiente idoneo, i batteri possono formare colonie ed organizzarsi in un biofilm (colonia microbica adesa ad una superficie, diciamo come… un paradiso di germi, batteri, virus, parassiti o funghi) che si forma in presenza di umidità su qualsiasi tipo di supporto, anche sulla placca dentale.

Una pulizia regolare riduce ovviamente lo sviluppo del biofilm.

Anche le differenti superfici influenzano il proliferare di batteri in quanto una superficie irregolare , ruvida o porosa consente maggiormente lo sviluppo di biofilm rispetto ad una superficie liscia ed uniforme. Il calcare contribuisce a rendere le superfici irregolari e quindi favorisce la formazione di biofim e per questo è importante rimuoverlo regolarmente.

Un’appropriata disincrostazione comporta un grande miglioramento della successiva pulizia delle superfici.

Il presupposto per una efficace disinfezione è la distruzione del biofilm batterico, questa avviene durante la PULIZIA.

Questa fase, che non va confusa con la disinfezione DEVE essere eseguita per prima.

La pulizia è l’azione meccanica e/o chimica che consenta la rimozione di materiale organico da una superficie.

La pulizia è una fase distinta dalla disinfezione, indispensabile per l’igiene dell’ambiente sia in allevamento ma anche nelle nostre case. Dal momento che il materiale organico costituisce un eccellente protezione per i germi contro i disinfettanti, la disinfezione non può essere efficace senza una pulizia preliminare.

La pulizia rimuove il materiale organico dalle superfici in due fasi:

  • una pulizia sommaria può rimuovere il materiale organico che non è adeso alla superfici (escrementi, trucioli, resti di cibo, polvere…): a questo scopo si può usare una scopa o una pala
  • una pulizia minuziosa rimuove il biofilm e per questo si può usare un detergente associato all’azione meccanica di una spazzola (il semplice “mocio” al quale siamo sempre affezionati 😉 )

I quattro fondamenti della pulizia:

  1. Detergente : aiuta a staccare il biofilm a condizione che si strofini bene
  2. Acqua calda : il detergente deve essere mescolato ad una idonea quantità di acqua calda per essere efficace
  3. Pulizia delle attrezzature
  4. Azione meccanica : cioè “olio di gomito” , la fase fisica della pulizia e la più importante.

Il concetto fondamentale che si evince da questo articolo è quindi questo:

E’ MEGLIO PULIRE SENZA DISINFETTARE, CHE DISINFETTARE SENZA PULIRE.

Nel prossimo articolo vedremo quali detergenti sono più efficaci per un’accurata pulizia 😉

Lally

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D.C

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