L’arrivo di un nuovo animale in casa: consigli per un inserimento sereno e duraturo

L’arrivo di un nuovo animale in casa: consigli per un inserimento sereno e duraturo

Matteo Casini

Dicembre 21, 2025

Portare in casa un nuovo animale di compagnia dove già ce n’è uno – o più – non è una passeggiata. L’atmosfera si carica subito di tensione. Tra annusate e sguardi attenti, si fa un primo passo verso una convivenza possibile. Il fattore che spicca in questi scambi? L’olfatto. Non si tratta solo di riconoscere profumi, ma di una vera e propria lingua non verbale. Un mezzo di comunicazione primario che indirizza curiosità o diffidenza. Chi ha a che fare con gli animali sa bene che è necessario dare loro tempo per captare questi segnali, e per digerirli senza fretta – solo così si evita che lo stress prenda il sopravvento e la convivenza, ancora tutta da definire, diventi un campo di battaglia.

Il ruolo che hanno gli odori nell’incontro tra animali

C’è chi con più di un animale in casa conosce molto bene i primi momenti di presentazione: è l’olfatto a dominare. Prima di farli incontrare “faccia a faccia”, vale la pena lasciare che gli animali si abituino all’odore del nuovo arrivato. Una coperta, un giocattolo impregnato del suo profumo, portati in casa: un gesto semplice, ma che lancia un segnale familiare. In questo modo cala l’estraneità, troppo spesso all’origine di ansie o atteggiamenti aggressivi. Può sembrare un passaggio banale, ma qui si gioca una partita molto seria per un clima più disteso.

L’arrivo di un nuovo animale in casa: consigli per un inserimento sereno e duraturo
L’arrivo di un nuovo animale in casa: consigli per un inserimento sereno e duraturo – thedailybulldog.it

Certo, l’odore viene processato dal cervello in modo approfondito, dando agli animali informazioni precise su chi hanno davanti e cosa aspettarsi. L’idea è lasciare che arrivino con calma e senza pressioni a un oggetto intriso di profumo, per tessere un legame di fiducia prima dell’incontro vero. Da qualche anno qui in Italia la regola base è questa, soprattutto con soggetti più schivi o quando si introducono più nuovi esemplari insieme.

Come programmare il primo incontro senza forzare la convivenza

Il primo “faccia a faccia” va pianificato con cura, perché è il momento più delicato. Il luogo scelto gioca un ruolo decisivo: va bene un ambiente neutro, come il giardino o un cortile, dove gli animali già presenti non sentano minacciato il proprio territorio. Un punto da non sottovalutare, è tenere tutti al guinzaglio, così si può intervenire subito in caso di segnali di disagio. Rigidezza nelle posture, ringhi improvvisi… tutto bisogna saperlo cogliere.

Spazi larghi per poter allontanarsi sono un “plus” che aiuta a tenere bassa la tensione. D’inverno, ad esempio, – dettaglio non da poco – la scarsità di zone diverse spesso rende tutto più complesso. Insomma, più ambienti si hanno e meglio va. Solo osservando con attenzione ogni segnale di ciascun animale si può regolare il ritmo, evitando fretta e forzature che non farebbero che peggiorare le cose.

Quando il primo approccio non basta: gestire le difficoltà iniziali

Succede quasi sempre che le cose non girino subito per il verso giusto. Una certa tensione è normale. Se i conflitti durano, serve fare un passo indietro: separare gli animali, però mantenendo qualche forma di contatto, ovviamente sotto stretta sorveglianza. Le occasioni condivise in momenti controllati – come giochi a basso impatto o pause di relax – aiutano a far scendere la tensione senza scatenare aggressioni.

In città – dove lo spazio è meno elastico – qualche volta diventa utile usare strumenti di sicurezza, per esempio la museruola. Non come punizione, ma come una protezione per la sicurezza fisica e psicologica di tutti. Così la socializzazione può proseguire tranquilla. La parola chiave? Pazienza. Ogni animale ha i suoi tempi, il suo carattere. E capirlo è la base per costruire una convivenza solida, che duri nel tempo.

La convivenza si costruisce con gesti piccoli, quotidiani, e con uno sguardo sempre attento. Serve tempo, spesso settimane o mesi, prima che l’armonia si insinuì delicata ma stabile. Solo così – con attenzione, rispetto e perseveranza – si ottengono rapporti equilibrati e duraturi. Chi lavora su questo lo sa bene: l’investimento emotivo è alto, però offrire un ambiente sereno poi ripaga, e tanto.

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