Come riconoscere l’età del gatto: guida pratica per valutare gli anni dell’amico felino

Come riconoscere l’età del gatto: guida pratica per valutare gli anni dell’amico felino

Matteo Casini

Dicembre 26, 2025

Quando noti un cambiamento nel modo in cui il tuo gatto fa la pipì, molti si preoccupano. Il problema, però, è capire davvero cosa succede dietro quei segnali legati alla minzione. Le condizioni delle urine dicono molto sullo stato di salute del micio, ma spesso è difficile individuare il momento esatto per fare un esame specifico. Nel mondo della veterinaria l’analisi delle urine resta uno strumento prezioso per scovare malanni nascosti. Però va fatta con cura, sia nel prelievo del campione, sia nella lettura dei risultati. Sapere quando e come farla è una mossa che evita complicazioni peggiori.

Quando è necessario sottoporre il gatto a un esame delle urine

Difficoltà a fare pipì, tentativi ripetuti senza successo o sangue nelle urine: sono segnali che non si possono trascurare. Di solito segnalano problemi alle vie urinarie, che se lasciati lì possono sfociare in infezioni o calcoli. Allora, un controllo dell’urina serve per capire cosa c’è dietro e intervenire in tempo. Il veterinario, a volte, suggerisce l’analisi anche come controllo di routine, specie per gatti avanti con gli anni o con qualche problema pregresso.

Come riconoscere l’età del gatto: guida pratica per valutare gli anni dell’amico felino
Un gatto dal manto chiaro e dagli occhi azzurri, inquadrato su sfondo sfocato. – thedailybulldog.it

Non solo problemi evidenti, ma anche per tenere d’occhio la funzionalità renale o scoprire squilibri nel metabolismo, che magari il gatto non mostra fino a un certo punto. Studi veterinari degli ultimi anni hanno mostrato che un’analisi precoce anticipa diagnosi importanti. E così migliora il percorso di cura e – insomma – la vita del felino.

Magari non lo sai, ma la raccolta dell’urina è uno step delicato. Se il campione si sporca, i risultati sono falsati. Chi ha il gatto in città, dove si usa la lettiera chiusa, deve fare attenzione a prendere l’urina senza contaminarla. È un dettaglio che – ti assicuro – fa la differenza nel risultato finale.

Come si esegue e quali accorgimenti adottare

Per un’analisi delle urine attendibile, serve un campione fresco, pulito, appena raccolto. Meglio se preso al mattino presto, appena il gatto ha fatto pipì. A volte si usa la lettiera, ma meglio evitare assorbenti e altro che possono sporcare. Ci sono metodi più sicuri, con strumenti appositi. Nei casi più complicati, il veterinario potrebbe fare un prelievo tramite cateterismo o una puntura vescicale. Non roba semplice, servono mani esperte.

Un’altra opzione è la lettiera senza assorbenti o accessori dedicati, ma serve pazienza e calma, perché il gatto deve stare tranquillo. La collaborazione del micio è cruciale – se non c’è, il risultato dell’esame è dubbio. Chi vive in città conosce bene quanto possa essere difficile mantenere l’ambiente familiare a portata di micio…

Non basta guardare le urine in casa, a occhio. Cambi di colore o odore indicano molte cose, ma solo un esame approfondito svela veramente cosa succede. Spesso si sottovaluta l’importanza di questo controllo, soprattutto nelle metropoli, dove il confronto tra animali è scarso e senza visite veterinarie lo stato di salute resta un’incognita.

Che informazioni fornisce l’analisi e perché è importante monitorarla

L’esame completo dell’urina dice molto sullo stato di salute del gatto. Prende in esame parametri come il pH, la presenza di proteine, glucosio, sangue o batteri. Questi segnali aiutano a capire se ci sono infezioni urinarie, problemi ai reni o alterazioni metaboliche, malattie che nel loro primo stadio sfuggono spesso all’occhio. Fare controlli regolari aiuta, soprattutto con gatti che hanno a rischio qualche predisposizione genetica o condizione da seguire da vicino.

Nel Nord Italia, per esempio dalle parti di Milano, tanti veterinari suggeriscono di inserire l’analisi delle urine nell’elenco degli esami di routine. Si individuano così problemi prima che degenerino, migliorando la qualità di vita degli animali e – non è poco – anche la gestione dei costi legati a cure più complesse o ricoveri.

Leggere bene i risultati aiuta il veterinario a decidere la cura giusta e – se serve – a consigliare cambiamenti nella dieta per supportare la salute renale e delle vie urinarie. Un dettaglio da non perdere riguarda sempre l’idratazione: bere quanto basta influisce tanto sull’equilibrio delle urine, evitando disturbi ricorrenti.

Spesso i proprietari se ne accorgono troppo tardi, quando già il micio ha avuto più di un episodio fastidioso legato alla pipì. Ecco perché un controllo fatto prima evita tante rogne e salva il benessere quotidiano dell’animale.

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