La nuova era delle alghe: il cambiamento climatico potrebbe rivoluzionare gli ecosistemi marini globali

Marco Ferrero

Gennaio 21, 2026

Le alghe stanno vivendo un momento di grande evoluzione e non stiamo parlando solo di una nuova moda in cucina. Le loro popolazioni, infatti, stanno crescendo in maniera esponenziale a causa del cambiamento climatico, e questo fenomeno potrebbe avere conseguenze notevoli sugli ecosistemi marini di tutto il pianeta. Dallo sviluppo di nuove specie al proliferare di alghe nocive, è chiaro che il cambiamento climatico non solo altera il clima terrestre, ma influisce anche sulla vita negli oceani.

Un aumento senza precedenti

Negli ultimi anni, gli scienziati hanno osservato un incremento senza precedenti delle alghe in molte aree marine. Questo fenomeno è legato a diversi fattori, tra cui l’aumento della temperatura dell’acqua e l’acidificazione degli oceani. A causa del riscaldamento globale, le acque marine si riscaldano, creando un ambiente favorevole alla crescita delle alghe. Inoltre, l’acidificazione, causata dall’assorbimento di CO2 da parte degli oceani, modifica il pH delle acque, favorendo ulteriormente la proliferazione di alcune specie di alghe.

La nuova era delle alghe: il cambiamento climatico potrebbe rivoluzionare gli ecosistemi marini globali

Un esempio lampante è quello dei fitoplancton, organismi microscopici fondamentali per gli ecosistemi marini. Secondo un recente studio, il cambiamento climatico ha portato a un incremento della loro biomassa in molte regioni. Questo non è solo un fenomeno locale; le correnti oceaniche possono disperdere questi organismi su vaste aree, influenzando così catene alimentari marine a livello globale. Detto tra noi, ho notato come la mia esperienza di snorkeling in alcune aree costiere sia cambiata drasticamente. In pochi anni, ho visto la proliferazione di alghe verdi che prima non c’erano, e questo ha alterato non solo il paesaggio subacqueo, ma anche la vita marina che avevo l’abitudine di osservare.

Le conseguenze per l’ecosistema marino

Con l’aumento delle alghe, ci sono alcune conseguenze che non possiamo ignorare. La proliferazione di alghe può portare a fenomeni di eutrofizzazione, ovvero un eccesso di nutrienti nell’acqua che causa la crescita rapida di alghe. Quando queste alghe muoiono, si decompongono, consumando ossigeno e creando zone morte, aree in cui la vita marina non può prosperare. Sai qual è il trucco? Molti non si rendono conto che queste zone morte possono estendersi per centinaia di chilometri, compromettendo l’equilibrio dell’intero ecosistema. Secondo alcuni esperti, le zone morte nei mari del mondo sono aumentate drammaticamente negli ultimi decenni, e la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente se non prendiamo provvedimenti.

Inoltre, molte alghe possono essere tossiche. Le cosiddette fioriture algali nocive (HAB) possono rilasciare tossine che compromettono la salute della fauna marina e, di conseguenza, anche quella umana. Pensiamo ai pesci e ai molluschi: se consumiamo organismi contaminati, possiamo essere esposti a rischi per la salute. Te lo dico per esperienza, in alcune regioni ho visto chiusure di aree di pesca che hanno avuto un impatto economico significativo per le comunità costiere che dipendono dalla pesca per il proprio sostentamento, e questo è davvero preoccupante.

Le alghe nella sostenibilità

Ma non tutto è negativo. Le alghe hanno anche un potenziale incredibile per la sostenibilità. Possono essere utilizzate in vari settori, dalla produzione di biocarburanti alla creazione di materiali biodegradabili. In questo contesto, l’industria delle alghe sta emergendo come una soluzione potenziale per affrontare alcune delle sfide più urgenti legate al cambiamento climatico. Le alghe sono organismi ad alta efficienza fotosintetica, il che significa che possono assorbire grandi quantità di CO2, contribuendo a ridurre l’effetto serra.

Ah, quasi dimenticavo una cosa: le alghe possono anche essere un’importante fonte di nutrienti per il suolo. Infatti, alcune pratiche agricole stanno iniziando a incorporare alghe come fertilizzanti naturali, migliorando la qualità del terreno e riducendo la necessità di fertilizzanti chimici. Inoltre, l’utilizzo delle alghe nella dieta umana sta guadagnando popolarità. Alimenti a base di alghe, come il wakame o la spirulina, sono già apprezzati per le loro proprietà nutrizionali. Integrare le alghe nella nostra alimentazione potrebbe non solo contribuire a una dieta più sana, ma anche alleviare la pressione sulle risorse marine tradizionali.

Un futuro incerto

Nonostante i potenziali benefici, il futuro delle alghe rimane incerto. Le attuali tendenze climatiche suggeriscono che la situazione potrebbe aggravarsi, rendendo necessaria un’azione tempestiva per gestire e monitorare le popolazioni algali. Ho imparato sulla mia pelle che è cruciale avere un approccio coordinato tra scienziati, governi e comunità locali per affrontare questa questione. I governi e le organizzazioni internazionali devono collaborare per affrontare questa questione e proteggere i nostri oceani. Solo così potremo garantire un equilibrio sostenibile tra la crescita delle alghe e la salute degli ecosistemi marini.

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