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STUDIO DELL’ALLINEAMENTO DELL’ARTO PELVICO NEI CANI DI RAZZA BULLDOG INGLESE

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Come promesso, vi teniamo informati su quelli che sono le ricerche sulla
nostra razza, in ambito universitario.

Questo studio, condotto dal Dottor Filippo Lusetti, coordinato dal Prof.
Filippo Maria Martini,  si propone di studiare una altra anomalia
ortopedica nel bulldog .

Il lavoro, che porta il titolo di ” Studio TAC dell’allineamento
dell’arto pelvico nel bulldog inglese” ha dimostrato , stabilendo valori
standard di razza, che determinati angoli dell’arto pelvico risultano
fisiologici nel bulldog inglese e patologici in quasi tutte le altre razze.

La ricerca è ovviamente molto tecnica e scientifica, ostica dal punto di
vista della comprensione, per la maggior parte degli utenti. Tuttavia,
per completezza di informazione e soprattutto per fare divulgazione di
questi fondamentali studi  anche per le figure professionali che
orbitano intorno alla razza,  abbiamo deciso di pubblicarla integralmente.

Siamo certe che molti veterinari che la leggeranno , potranno far buon
uso delle informazioni scaturite da questa ricerca.
Pubblichiamo oggi una prima parte della ricerca

STUDIO TAC DELL’ALLINEAMENTO DELL’ARTO
PELVICO NEI CANI DI RAZZA BULLDOG INGLESE
CT STUDY OF PELVIC LIMB ALIGNMENT IN
ENGLISH BULLDOG

Coordinatore:
Chiar.mo Prof. Franco Brindani
Tutor: Chiar.mo Prof. Filippo Maria Martini
Autore: Filippo Lusetti

INDICE
GLOSSARIO 4                                                                                                        CAPITOLO 7 DISCUSSIONE 59
PARTE PRIMA
CAPITOLO 1 INTRODUZIONE 6
ABSTRACT 7
CAPITOLO 2 GENERALITA’ 8
2.1 ORIGINI 8
CAPITOLO 3 PATOLOGIE PRINCIPALI NEL BULLDOG INGLESE 10
3.1 CONDRODISTROFIA 10
3.2 DISPLASIA DEL GOMITO 10
3.3 DISPLASIA DELL’ANCA 11
3.4 RACHIDE 12
3.4.1 BLOCK VERTEBRA 12
3.4.2 EMIVERTEBRA 13
3.4.3 VERTEBRE DI TRANSIZIONE 13
3.4.4 SPINA BIFIDA 13
CAPITOLO 4 LUSSAZIONE DI ROTULA                                                                    144.1 EZIOPATOGENESI 15
4.2 DIAGNOSI 18
4.3 LUSSAZIONE DI ROTULA NEL BULLDOG INGLESE 20
CAPITOLO 5 TERMINOLOGIA E DEFINIZIONI 22
5.1 PIANI ANATOMICI 22
5.2 ASSE DELL’OSSO 26
5.3 NOMECLATURA DEGLI ANGOLI DI
ORIENTAMENTO DELL’ARTICOLAZIONE
5.4 DEFORMITA’ ANGOLARE DELLE OSSA 28
5.5 DEFORMITA’ ANGOLARE DELL’ARTICOLAZIONE 30
5.6 DEFORMITA’ DEGLI ARTI PELVICI 31
PARTE SPERIMENTALE 35
CAPITOLO 6 MATERIALI E METODI 35
6.1 CRITERI DI INCLUSIONE 35
6.2 PROTOCOLLO ANESTESIOLOGICO 35
6.3 STUDIO TAC 36
6.4 MISURAZIONI TAC 38
6.5 MISURAZIONI FEMORE 39
6.6 MISURAZIONI TIBIA 44
6.7 PAZIENTI 50
6.8 ANALISI STATISTICA 51
6.9 RISULTATI 54

CAPITOLO 8 BIBLIOGRAFIA 60

GLOSSARIO
aa Asse anatomico
aad Asse anatomico distale
aap Asse anatomico prossimale
ADD Angolo di deviazione anatomica
AI Angolo di inclinazione
aLDFA Angolo anatomico laterale distale femorale
aLPFA Angolo anatomico laterale prossimale femorale
aMDFA Angolo anatomico mediale distale femorale
aMPFA Angolo anatomico mediale prossimale femorale
AT Angolo di anteversione
Cr Craniale
Cd Caudale
CT Computed Tomography
FNA Angolo di inclinazione del collo femorale su CT
ma Asse meccanico
mCdDTA Angolo meccanico caudale distale tibiale
mCdPTA Angolo meccanico caudale prossimale tibiale
mCrDTA Angolo meccanico craniale distale tibiale
mCrPTA Angolo meccanico craniale prossimale tibiale
ML Medio laterale
mLDFA Angolo meccanico laterale distale femorale
mLDTA Angolo meccanico laterale distale tibiale
mLPFA Angolo meccanico laterale prossimale femorale
mLPTA Angolo meccanico laterale prossimale tibiale
mMDFA Angolo meccanico mediale distale femorale
mMDTA Angolo meccanico mediale distale tibiale
mMPFA Angolo meccanico mediale prossimale femorale
mMPTA Angolo meccanico mediale prossimale tibiale
p Probabilità
TTA Angolo di torsione tibiale

INTRODUZIONE
Il trattamento delle deformità ossee nel campo della chirurgia ortopedica veterinaria ha subito un’importante evoluzione nelle ultime due decadi facendo crescere i noi chirurghi il bisogno di linee guida sempre più specifiche per approcciare l’allineamento appendicolare delle diverse e sempre più numerose razze canine. In questo lavoro la nostra attenzione è rivolta all’arto pelvico del Bulldog Inglese, razza volutamente condrodistrofica e raramente presa in esame dalla letteratura odierna.
Il nostro studio si focalizza sulla lussazione mediale di rotula nel Bulldog inglese, una patologia che determina dolore, zoppia e malattia degenerativa dell’articolazione. Causa principale risulta essere il malallineamento dell’arto pelvico capace di determinare una dislocazione mediale o laterale della patella rispetto al solco trocleare. L’approccio diagnostico e quindi terapeutico deve essere scelto sulla base di un preciso studio dell’allineamento scheletrico e desmo-muscolo-tendineo di tutto l’arto pelvico.
Molteplici linee guida sono state sviluppate nel corso degli anni per una misurazione sempre più accurata delle diverse deviazioni assiali dell’osso, ad oggi persiste un ampio dibattito su quale possa essere considerato il metodo migliore da applicare. Questo lavoro scientifico si prefigge di determinare gli angoli femorali e tibiali mediante misurazioni eseguite su ricostruzioni 3D Volume Rendering ottenute da studi CT (Computed Tomographic) di soggetti di razza Bulldog Inglese sani
ed affetti da lussazione mediale di rotula in modo da descrivere eventuali differenze tra le due popolazioni prese in esame, definire valori standard di razza e confrontarli con valori appartenenti ad altre razze canine già studiate in letteratura.

DISCUSSIONE
La lussazione congenita della rotula è una delle più comuni patologie ortopediche che interessano la razza Bulldog Inglese; in questi cani la lussazione mediale (MPL) risulta essere più frequente rispetto alla laterale (LPL). La lussazione della rotula, almeno limitatamente ad alcune razze canine, è spesso associata a varie deformità scheletriche la cui identificazione e correzione chirurgica risultano, allo stato dell’arte, essenziali al fine di limitare il numero delle recidive al trattamento chirurgico e consentire un ottimale recupero biomeccanico-funzionale dell’arto.
Limitatamente ad alcune razze canine è dimostrato che diverse deformità ossee come varismo, valgismo e torsione di femore e tibia possono essere alla base dello sviluppo della lussazione di rotula nel cane, e sono note per alcune di queste i valori fisiologici dell’allineamento dell’arto a cui riferirsi durante il planning delle chirurgie correttive. Nonostante la lussazione della rotula rappresenti nel Bulldog Inglese una patologia di indubbia frequenza con un trattamento chirurgico non scevro da difficoltà interpretative e complicanze, a conoscenza degli autori non esistono al momento studi che forniscano dati oggettivi circa l’allineamento dell’arto pelvico sui quali basare l’impostazione del planning terapeutico-chirurgico.
Mediante l’esecuzione di esami TAC dell’arto pelvico di cani di razza Bulldog Inglese, questo studio ha determinato e descritto gli angoli femorali e tibiali nella popolazione sana e in quella malata (MPL). Questi primi valori ottenuti sono stati messi a confronto per la ricerca di eventuali differenze tra le due popolazioni ed eventuali differenze con altre razze canine già descritte in precedenza da altri autori. Lo studio dimostra, stabilendo valori standard di razza, come determinati angoli dell’arto pelvico risultino fisiologici nel Bulldog Inglese e patologici se applicati nel Labrador o nel Rottweiler. Questo dato sottolinea ancora una volta, l’importanza e il bisogno da parte dell’ortopedia veterinaria di nuove linee guida mirate a definire valori standard di razza e capaci di fornire informazioni di indubbia utilità al fine di approcciare le deformità ossee nel modopiù corretto possibile.

 

GENERALITA’
LE ORIGINI
Questa particolare razza canina discende dell’antico molosso tibetano, portato in Europa dai Fenici, che lo introdussero nelle isole britanniche durante i loro
viaggi mercantili. Suo antenato era senza dubbio un animale di grossa taglia e di possente muscolatura. Il Bulldog moderno è il risultato di una selezione volta a creare un cane il cui impiego era principalmente quello di combattere nelle arene contro i tori da qui Bull = Toro. Utilizzato prima nelle guerre contro i romani, da questi ultimi definiti “Pugnaces
Brittaniae” per la loro forza e ferocia poi nel 1200 d.c., anno nel quale nacque il Bull Baiting, ossia combattimenti tra cani e tori. Il cane adatto a questo tipo di combattimento doveva essere feroce, aggressivo, insensibile al dolore, capace di mantenere la presa anche se gravemente ferito, basso sugli arti per evitare che venisse incornato con facilità dal toro e con una struttura larga e possente, tale da conferirgli stabilità. La canna nasale corta ed il tartufo rivolto all’indietro facilitava la respirazione durante la
presa e la presenza di rughe sul muso era utile per far scorrere via il sangue del toro senza colare negli occhi del cane.
Attorno al 1850 con il divieto di questi macabri spettacoli comparvero così i primi bulldog da esposizione. In breve tempo si attuò una selezione inversa, per ottenere soggetti con indole più mansueta.
Successivamente, dall’ipertipo sopra descritto, si passò a selezionare cani con arti più lunghi, ossatura più leggera e teste più piccole. I soggetti con caratteristiche intermedie riscossero molto successo e vennero presi da esempio per le successive selezioni, fino ad arrivare al bulldog moderno, diffuso e conosciuto in tutto il mondo.
Il Bulldog Inglese è piccolo di statura, ma largo, potente e compatto. La testa è
sorprendentemente massiccia e grande in rapporto alla taglia del cane e con la faccia
estremamente corta. Il muso è molto largo, quadrato ed inclinato verso l’alto. Il corpo è corto e ben collegato, con membra vigorose e masse muscolari sviluppate. Il posteriore è alto e forte ma piuttosto leggero nel confronto con il potente e massiccio anteriore. Data la sua conformazione, il cane ha un’andatura particolare, pesante, contratta, con passi corti e rapidi sulla punta dei piedi; i piedi posteriori non si sollevano quasi, ma sembrano radere il suolo (Cuomo U, 2002).

PRINCIPALI PATOLOGIE ORTOPEDICHE
CONDRODISTROFIA
Il Bulldog Inglese è una razza volutamente condrodistrofica, con arti corti e deformi; la
condrodistrofia è una condizione congenita patologica, dovuta allo sviluppo anomalo della
cartilagine di accrescimento (Volta A, 2004). Il difetto di base della condrodistrofia (acondroplasia) è l’inibizione dell’attività interstiziale condroblastica, questo processo interessa minimamente le
cartilagini articolari e le epifisi mentre la formazione di osso membranoso periostale procede normalmente (Beachley M. et al, 1973). La normale crescita periferica con ritardata ossificazione centrale endocondrale delle ossa lunghe, causa metafisi ”cavate” e un rapporto “ball-and-socket”tra epifisi e metafisi. Non esiste una sostanziale differenza tra soggetti con normale sviluppo osseo e soggetti con acondroplasia ma solo una diminuzione quantitativa nella crescita endocondrale. La discondroplasia invece è caratterizzata da una disorganizzazione di ossificazione endocondrale
come la condrodistrofia congenita calcificante, l’acondrogenesi e la disostosi metafisaria (Rubin P, 1964).

DISPLASIA DI GOMITO
La fisiopatologia della displasia del gomito presenta non poche difficoltà interpretative e diverse sono le ipotesi eziopatogenetiche formulate. Secondo alcuni autori, essa sarebbe l’espressione di un primitivo processo di osteocondrosi, secondo altri le alterazioni si svilupperebbero in seguito ad asincronia della crescita radio-ulnare che sarebbe alla base
di una primaria incongruenza articolare in grado di determinare, solo secondariamente, le lesioni articolari caratteristiche (Martini F.M., 2006).

Le principali lesioni a carico dell’articolazione del gomito nel Bulldog Inglese sono:
• Osteofitosi del processo anconeo
• Incongruenza articolare
• Frammentazione del processo coronoideo mediale (FCP)
• Kissing lesions /OCD condilo omerale mediale
• Osteofitosi dell’epicondilo laterale e mediale dell’omero (Volta A., 2004).

DISPLASIA DELL’ ANCA
La displasia è definita come un’anormalità nella crescita o nello sviluppo dell’articolazione coxofemorale,caratterizzata da lassità dei legamenti e della capsula articolare con conseguente instabilità e sublussazione articolare che portano inevitabilmente ad un alterato carico ponderale e successiva artrosi dell’articolazione. Dall’analisi dei risultati esaminati e dall’indagine effettuata dall’OFA si evince che il Bulldog Inglese è una
delle razze più predisposte all’insorgenza della displasia dell’anca (Vezzoni A. et al, 2000).
Tuttavia è indubbio che in questi soggetti esistano dei meccanismi in grado di compensare
l’alterazione morfogenetica dell’articolazione interessata, permettendo loro di non manifestare la sintomatologia clinica. Tale caratteristica differenzia questa da altre razze canine soggette ad alta incidenza della patologia in questione. Per capire a pieno le dinamiche della displasia dell’anca è fondamentale conoscere la biomeccanica articolare che, fisiologicamente, è garantita dalla congruenza articolare, dalla distribuzione uniforme dei carichi ponderali sulle superfici articolari e dalla sollecitazione sulla cartilagine, che non deve essere superiore a 1 kg/mm2 (Vezzoni A, 2003; Piermattei D. et al, 1999). Nel Bulldog Inglese la distribuzione dei carichi sulla cartilagine è inferiore a 1 kg/mm2 in quanto, la morfologia tipica della razza permette di scaricare il peso soprattutto sugli arti anteriori; inoltre dai radiogrammi si è evidenziata una lassità articolare precoce, che favorisce l’allontanamento dei capi articolari, di conseguenza, la testa del femore, non appoggiando più sulla superficie articolare dell’acetabolo, solleva dalla cartilagine
ogni tipo di carico scaricandolo altrove, in parte probabilmente sui tessuti molli periarticolari.
Questo può spiegare i caratteristici segni artrosici riscontrati nell’attività clinica che sono
imputabili alla lassità articolare, come l’osteofitosi sull’inserzione acetabolare e femorale della capsula articolare. Tali lesioni probabilmente sono causate dalla tensione anomala che esercita la capsula a livello dei punti di inserzione sull’osso. Inoltre l’allontanamento della testa del femore provoca un mancato approfondimento della cavità acetabolare, che normalmente si modella sui carichi funzionali portati da questa. Tutto ciò può spiegare lo sviluppo di alterazioni artrosiche minime, almeno fino a 12 mesi di vita, con caratteristiche differenti da quelle delle altre razze. In primo luogo la deformazione che si sviluppa a carico del femore appare diversa se paragonata a
quella che si riscontra nel Pastore Tedesco o nel Labrador; nel Bulldog infatti, il collo appare tozzo e corto, la testa va incontro ad appiattimento, ma il suo profilo rimane liscio, quasi ad indicare una atrofia funzionale. Nelle altre razze, invece, la testa e il collo si modificano drasticamente, assumendo un profilo irregolare. Studi scientifici hanno dimostrato che la lassità articolare è un fattore di rischio per lo sviluppo della malattia degenerativa articolare, ma che non è di per se
sufficiente a causare la patologia, esiste infatti una correlazione tra la lassità articolare e la malattia degenerativa, non costante nelle varie razze canine (Thomson J. et al, 1995). Tali differenze possono essere spiegate dalla diversa morfologia del cane e dal diverso utilizzo delle masse muscolari (Smith G. et al, 2001; Vezzoni A, 2003).
BLOCK VERTEBRA
Questa patologia origina dalla mancata o impropria segmentazione dei somiti e può coinvolgere il corpo vertebrale, l’arco vertebrale o l’intera vertebra. Tale malformazione può avvenire in qualsiasi segmento del rachide. È importante distinguere tale anomalia dalle lesioni acquisite che
possono provocare fusione dei corpi vertebrali, come fratture, lussazioni, discospondiliti (Bailey C, 2001).
13
EMIVERTEBRA
Patologia che sembrerebbe essere imputabile ad una mancata ossificazione di metà
del corpo vertebrale, forse determinata da un’insufficiente vascolarizzazione della parte
che causerebbe la formazione di emivertebre unilaterali, ventrali o dorsali (Bround K,
2003). Nel Bulldog Inglese è sospettata la correlazione tra la presenza di emivertebre e la mortalità neonatale. Una o più emivertebre possono determinare deviazioni dell’asse del rachide quali cifosi, lordosi, scoliosi (Drew R, 1974).
VERTEBRE DI TRANSIZIONE
Le vertebre che possiedono caratteristiche proprie di due segmenti del rachide adiacenti sono chiamate vertebre di transizione. Tale anomalia può essere presente al passaggio cervico-toracico, toraco-lombare, lombo-sacrale e sacro-caudale. Le alterazioni a livello lombo-sacrale possono causare segni clinici. Nella sacralizzazione, L7 può fondersi con il primo segmento sacrale da un lato o da entrambi. La fusione unilaterale può provocare deviazioni dell’asse della pelvi. L’anomalia può essere anche causa di artrosi e dolore in età adulta (Volta A, 2004).
SPINA BIFIDA
Anomalia vertebrale caratterizzata da un’incompleta lamina dorsale. Se il difetto è solamente a carico dell’osso senza coinvolgimento delle meningi e del midollo spinale si parla di “spina bifida occulta” (Bailey C, 1992). La patogenesi non è ancora del tutto chiara, la teoria più accreditata si basa sull’incompleta chiusura del tubo neurale durante l’embriogenesi causata della presenza di cellule aberranti in provenienza dalle creste neurali (Burke t al., 1998).

Nei prossimi giorni la seconda parte della ricerca, con immagini dettagliate

ndr. La ricerca è reperibile in rete e quindi di libera fruizione.

D.C.

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