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Gruppi sanguigni, emocompatibilità, cani donatori. Seconda parte.

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EMOCOMPATIBILITÀ NELLA SPECIE CANINA

La valutazione della compatibilità del sangue a uso trasfusionale deve comprendere due diversi aspetti:

  •  Valutazione del gruppo sanguigno DEA1, e quando possibile anche DEA4 e 7, che si determina utilizzando differenti metodi commerciali e indica l’effettiva presenza di antigeni sulla superficie eritrocitaria.

 

  •  Valutazione della presenza nel circolo sanguigno del donatore e del ricevente di anticorpi specifici diretti contro gli antigeni degli altri gruppi sanguigni per i quali il paziente è negativo (cross-match).
    Entrambi i test sono importanti al fine di ridurre la possibilità di insorgenza di reazioni emolitiche acute e ritardate nel ricevente e permettono di massimizzare l’efficacia e ridurre i rischi della trasfusione ematica.

La ancora oggi diffusa credenza che nel cane, durante la prima trasfusione ematica la compatibilità sanguigna rappresenti un problema trascurabile è smentita dalle recenti evidenze scientifiche. Infatti è stato segnalato che l’incompatibilità con il gruppo sanguigno DEA1 si verifica nel 24% dei casi nei cani non tipizzati. Studi effettuati in cani non precedentemente trasfusi hanno rilevato un’incidenza di alloanticorpi anti DEA pari all’8%.

Questi risultati suggeriscono che la trasfusione di sangue non tipizzato e non sottoposto a test di compatibilità crociata, comporta un rischio del 32% di avere reazioni trasfusionali immunologiche nel paziente. Appare quindi evidente che anche nel cane già alla prima trasfusione è fondamentale valutare la compatibilità sanguigna.

Ph. vetgarda.it

TIPIZZAZIONE DEI GRUPPI SANGUIGNI NEL CANE

Una corretta tipizzazione del sangue rappresenta il primo passo fondamentale per evitare di pregiudicare il buon esito di una terapia trasfusionale e limitare l’insorgenza di reazioni avverse. Definire il gruppo sanguigno del paziente prima di una trasfusione e realizzare una trasfusione tra soggetti di gruppo sanguigno compatibile consente di evitare l’insorgenza di una reazione emolitica data dalla presenza di anticorpi verso quel determinato antigene di gruppo sanguigno.

I test di comune impiego ambulatoriale testano solo la positività o meno all’antigene DEA1 e utilizzano anticorpi monoclonali di origine murina per l’identificazione di questo gruppo. La tipizzazione dei gruppi DEA3, 4, 5, 7 e Dal risulta attualmente ipotetica e la sua esecuzione è limitata a pochi centri di ricerca a causa della limitata disponibilità degli antisieri e della difficoltà legate alla realizzazione e talvolta interpretazione delle metodiche disponibili.

Idealmente il cane donatore di sangue ideale dovrebbe essere negativo per DEA1, 3, 5, 7.

Esistono diverse metodiche per la determinazione del gruppo sanguigno nel cane che si basano su una reazione di emoagglutinazione che avviene in seguito a incubazione e contatto dei globuli rossi con anticorpi monoclonali o policlonali. Utilizzando questi anticorpi, l’agglutinazione rileva la presenza degli antigeni eritrocitari testati e il cane viene così considerato positivo per quell’antigene. La mancanza di emoagglutinazione indica che il cane è negativo per l’antigene testato. Le varie metodiche in uso differiscono tra loro per l’accuratezza, il costo e il tempo di esecuzione; inoltre alcune di esse rappresentano tecniche realizzabili solo in laboratori specializzati.

Talvolta delle alterazioni patologiche dei globuli rossi possono interferire con i test per la determinazione dei gruppi sanguigni e renderne difficile l’interpretazione.

  • Autoagglutinazione: talvolta i pazienti che devono essere trasfusi possono presentare fenomeni di autoagglutinazione dei globuli rossi. Poichè i metodi di tipizzazione si basano su reazioni di agglutinazione, l’autoagglutinazione degli eritrociti canini del campione da testare interferisce con il risultato del test. In questo caso, prima di procedere al test i globuli rossi devono essere lavati con soluzione salina e se l’autoagglutinazione persiste nonostante il lavaggio degli eritrociti, il cane deve essere considerato DEA1 negativo fino a quando viene risolta la causa dell’autoagglutinazione e la tipizzazione può essere ripetuta con certezza del risultato.
  • Anemia: la tipizzazione di pazienti affetti da grave anemia può essere complicata dalla concentrazione relativamente bassa di antigeni eritrocitari che rischiano di non essere rilevati dal test. In questo caso si può provare a concentrare gli eritrociti tramite centrifugazione del campione e risospensione in una quota minore di plasma e ripetere il test.
  • Recente trasfusione: potrebbe essere difficoltoso determinare il gruppo sanguigno di un cane recentemente sottoposto a trasfusione. Infatti il test potrebbe individuare gli antigeni eritrocitari del donatore, impedendo la corretta tipizzazione del gruppo sanguigno del ricevente. Quando non è possibile determinare il gruppo sanguigno di un paziente prima di una trasfusione di emergenza, è necessario almeno prelevare un campione di sangue intero per permetterne successivamente la tipizzazione corretta.
    Di seguito vengono descritti i test rapidi ad uso ambulatoriale attualmente disponibili per la determinazione del gruppo DEA1 e le altre metodiche destinate ai centri specializzati in grado di determinare anche i gruppi DEA4 e DEA7.
PH unipi.it

La determinazione del gruppo sanguigno identifica gli antigeni presenti sulla superficie dei globuli rossi, mentre con i test di compatibilità crociata si valuta la compatibilità tra il plasma e i globuli rossi del donatore e del ricevente. Le prove di compatibilità crociata (cross-match) consentono l’individuazione di anticorpi naturali preformati (alloanticorpi) o di anticorpi prodotti in seguito a sensibilizzazione del ricevente. Il cane può possedere alloanticorpi naturali nei confronti dei gruppi DEA3, 5 e 7 che sono responsabili della distruzione prematura dei globuli rossi trasfusi. Inoltre il gruppo sanguigno Dal per il quale non esistono test commerciali di rapido e facile utilizzo per la tipizzazione, è responsabile della sensibilizzazione dei soggetti Dal negativi in caso di trasfusioni incompatibili.
Il cross match, deve sempre far parte delle procedure di compatibilità tra donatore e ricevente, ma la sua determinazione è assolutamente imperativa nei soggetti che abbiano già ricevuto trasfusioni o che abbiano anamnesi muta. Non sostituiscono la determinazione del gruppo sanguigno, ma ne sono un fondamentale complemento. L’esito negativo del cross match non rende una trasfusione sicura al 100% in quanto ci possono essere livelli anticorpali molto bassi che non vengono rilevati dalla prova, ma che sono sufficienti per determinare una reazione emolitica di modesta entità. Inoltre va ricordato che il cross match riconosce anticorpi rivolti verso gli antigeni eritrocitari, ma non quelli diretti contro le piastrine e i leucociti, che sono responsabili di reazioni trasfusionali febbrili non emolitiche.

La prova di cross-match si compone di una prova Major e una prova Minor.

  •  La prova crociata Major rileva la presenza nel sangue del ricevente di anticorpi contro gli eritrociti del donatore. In caso di positività la trasfusione va evitata in quanto l’utilizzo del sangue di quel donatore potrebbe provocare una grave reazione emolitica acuta.
  •  La prova crociata Minor rivela la presenza di anticorpi nel sangue del donatore contro i globuli rossi del ricevente. In caso di positività è necessario evitare trasfusioni di elevate quantità di plasma e di sangue intero, ma si può procedere alla trasfusione del concentrato di eritrociti.
PH hemodog.it

Come per la determinazione dei gruppi sanguigni, anche per le prove di cross match l’autoagglutinazione o l’emolisi del sangue del paziente possono dare origine a risultati falsamente positivi. Per questa ragione è sempre necessario allestire contemporaneamente un pozzetto di controllo di questi fenomeni, quando si valuta la compatibilità.

 

DC

Estratto da: Gruppi sanguigni ed emocompatibilità nel cane

Pubblicato su AIVPA JOURNAL – ITALIAN JOURNAL OF COMPANION ANIMAL PRACTICE

Autori:Eva Spada, Roberta Perego, Luciana Baggiani, Daniela Proverbio
Associazione Italiana di Medicina Veterinaria Trasfusionale (AIMVET)
Reparto di Medicina Emotrasfusionale Veterinaria (REV, http://users.unimi.it/rev), Dipartimento di Scienze Veterinarie
per la Salute, la Produzione Animale e la Sicurezza Alimentare (VESPA), Università degli Studi di Milano, via G. Celoria,
10 – 20133 Milano
Associazione Italiana di Medicina Veterinaria Trasfusionale (AIMVET)
Autore al quale inviare la corrispondenza
Eva Spada
Dipartimento di Scienze Veterinarie per la Salute, la Produzione Animale e la Sicurezza Alimentare (VESPA), Università
degli Studi di Milano, via G. Celoria, 10 – 20133 Milano
email eva.spada@unimi.it; telefono 02 50318188; fax 0250318171

Credits immagine di copertina Unipi.it

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